Ma ‘sti giornalisti l’hanno mai preso l’aereo?!?!?!

Stamattina mi sono imbattuto in un articolo sul sito del corriere della sera e sono rimasto allibito leggendo alcune colossali nefandezze….

ROMA — Hong Kong, Singa­pore, Montreal, e non solo. Ali­talia in questi giorni ha annun­ciato l’ampliamento dell’offerta internazionale e intercontinen­tale con 13 nuove mete, opera­te insieme con il partner Air France-Klm (azionista al 25%). Ma il passeggero che vada a cer­care un volo diretto da uno de­gli scali italiani per queste desti­nazioni rimane a bocca asciut­ta: in tutti i casi dovrà passare da un aeroporto straniero che sia Parigi, Amsterdam e Lione.

ma fino ad oggi che c’era di diverso? Alitalia non vola a HKG, SIN e YUL da anni. Si tratta di destinazioni chiuse poco dopo la crisi dell’11/9, verso cui l’Alitalia non ha mai ripreso i collegamenti in parte per insufficienza di traffico, in parte per la mancanza di aeromobili dopo la scelta contenuta nel Piano Mengozzi di puntare tutto sul medio/corto raggio!

Mi sembra che non ci sia nulla di nuovo sotto il sole.

Eppure il premier Silvio Ber­lusconi, nel benedire l’accordo con i francesi, era stato chiaro: il traffico non andava in nessun modo dirottato su Parigi. In ba­se al «piano Fenice», che dise­gnava il futuro della nuova compagnia, le destinazioni in­tercontinentali avrebbero dovu­to essere 18. All’appello finora mancavano Los Angeles, Rio, Incheon (Corea del Sud), Pechi­no, Shangai e Dakar, molte del­le quali, si diceva sarebbero sta­te operate direttamente da Mal­pensa, così come Mombay.

Il problema delle destinazioni è prima di tutto strettamente relazionato al numero di aerei disponibile, fronte sul quale la situazione non è molto cambiata. Aggiungiamoci poi che il crollo della domanda ha falcidiato i network di quasi tutti i vettori, non c’è molto di cui stupirsi.

Non parliamo poi del fatto che alcune delle rotte menzionate erano già state aperte con scarso successo: Alitalia aveva infatti già sperimentato il suo scarso appeal verso le destinazioni sino-indiane: sull’India in particolare, là dove tutti i vettori fanno soldi a palate, Alitalia e American Airlines sembrano impossibilitate nel perseguire il risultato.

Le destinazioni annunciate in que­sti giorni aggiungono la previ­sta Dakar, ma con passaggio da Parigi, e poi altre 5 diverse me­te intercontinentali: Hong Kong, Singapore, Montreal e Abidjan da Parigi, e Città del Ca­po da Amsterdam. A queste si aggiunge una manciata di mete mediorientali: Bahrein, Abu Dhabi (da Amsterdam) e Du­bai, da Parigi o Amsterdam, quest’ultima una volta operata direttamente dall’Italia. Stessa cosa si dica per i voli per Berli­no e Lisbona, per i quali biso­gnerà passare dall’estero.

Anche qui vanno fatti dei distinguo: Alitalia si era già chiamata fuori lo scorso anno dalle rotte per il Portogallo, sospendendo tutti i collegamenti da e per le città Lusitane. Quindi nulla di sorprendente che ora ci riprovi in C/S con Air France.E se Bharein e Abu Dhabi non sono mai state destinazioni del network AZ per insufficienza di traffico, Dubai era invece stata a lungo nella lista delle destinazioni, in una sorta di autoflagellazione della compagnia italiana che cercava annaspando di competere con il gigante locale EK: impensabile proporre un confronto tra il servizio di Emirates e quello di Alitalia, per non parlare del mezzo utilizzato dai due vettori: wide body per EK, un misero aeromobile della famiglia A320 per AZ negli ultimi tempi!

Sono cambiate le persone, gli aerei, le destinazioni…. Ma quanto a decollo, l’Alitalia è nata in ritardo!

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