Il grande giorno di Continental

E dopo tanto clamore è finalmente arrivato il grande giorno di Continenal. In meno di 72 ore, la compagnia di Houston sta per vivere una rivoluzione epocale. Meno di 2 giorni fa era partner di Skyteam e tra poche ore sarà l’ultima arrivata in Star alliance.

Finora negli scontri tra grande alleanze si era assistito un po’ a tutto, ma questo passaggio ancora mancava: nessuno aveva cambiato sponda con un micidiale 1-2.

si era assistito all’uscita di alcuni vettori, cancellati dalla bancarotta o da shock esterni – come nel caso di Ansett Australia, una compagnia che ha pagato carissimo l’11/9 anche se non per il terrorismo – ad altre prima promesse ad un’alleanza e poi di colpo entratie nell’altra (il caso Swiss), seguendo la migliore tradizione delle più titubanti aspiranti mogli che scappano il giorno prima del proprio matrimonio. Si era visto anche il classico divorzio per un mancato accordo, come quello di Mexicana, ma la scena di oggi mancava ancora negli annali dell’aviazione.

Continental ha preso i bagagli e se ne è andata da Skyteam perchè già da tempo voleva andarsene e già da tempo aspirava ad un’alleanza con United. Ad impedirlo era stata la storica partnership nell’azionariato e nei servizi offerti con Northwest (risalenti al 1998). Da sempre alleate, da sempre nel triangolo aviatorio con KLM – ora parte integrante di Air France – un’alleanza solida tale che nel 2004  fece da vero e proprio volano per l’ingresso di tutte e tre le compagnie in SkyTeam.

Era la fine del 2006 quando le voci di un possibile merger tra Continental e United furono confermate, ma a complicare tutto c’era Northwest e il suo golden share. Andò tutto a monte, nulla si fece perchè NW fu irremovibile.

Bastarono una 15ina di mesi a modificare lo scenario. Con la fiammata del petrolio e i conti in affanno, Northwest si ritrovò a dover pensare al suo futuro e al suo possibile merger con Delta (non che i conti di quest’ultima fossero messi meglio ma si sa…. meno per meno fa più), perdendo quella famosa golden share che le aveva permesso di porre il proprio veto sull’alleanza tra United e Continental.

Northwest e Delta si sono fuse, si sono ritrovate ad essere il più grande vettore del mondo, ma nemmeno Continental ha perso tempo : si è guardata intorno, ha ripreso i contatti con United, mettendo però da parte l’idea del merger e preferendo la partnership; ha cercato un’alleanza che la valorizzasse di più, ossia Star Alliance e l’ha trovata.

Dopo mesi di annunci e lavori dietro le quinte si realizza il passaggio. Con la partenza dell’ultimo volo previsto il 24 Ottobre 2009, Continental non fa più  formalmente parte di Skyteam; in questo limbo di poche ore è orfana, ma dal 27 Ottobre 2009 sarà il nuovo partner in Star alliance.

Gli analisti avevano sempre guardato con favore ad un’alleanza tra United e Continental: la prima fortissima nei collegamenti transpacifici e nel continente americano, la seconda con una rete capillare verso il sud america e l’Europa. Hub chiave disseminati su tutto il territorio americano e il supporto di un elevato numero di vettori partner.

E mentre tutti si affrettano ad aggiornare le proprie brochure, a cambiare le insegne, i loghi, le etichette bagaglio, cosa cambia per il mondo che viaggia o per i semplici spettatori? In effetti più di quel che si pensa. Skyteam perde un socio importante che le permetteva di competere in termini di dimensioni con Star Alliance, mentre quest’ultima aggiunge una nuova importante pedina al suo network. Si rafforza in una metropoli come New york, nella quale quale fatti salvi pochi collegamenti non aveva mai avuto un peso rilevante: da domani ci sarà un vettore il cui hub principale è Newark (ok non si tratta di New York JFK ma non è comunque cosa da poco); aggiunge un hub in un’area senza copertura, ossia il grande Sud degli Stati Uniti, il Texas, perchè – sì – Continental significa Houston. Houston a sua volta significa andare a competere con il mercato di American Airlines a Dallas, e in un certo qual modo con l’hub principale della Delta ad Atlanta.

Non è finita: significa incrementare i collegamenti verso il sud America, un’area poco servita da United e scoperta dal network dell’alleanza dopo la scomparsa di Varig, ma soprattutto significa occupare tutte le posizioni chiave nel continente nord-americano: New york, Chicago, San Francisco, Los Angeles, Philadelphia, Cleveland, Washington, Charlotte, Denver, Phoenix, Houston, Vancouver, Toronto, Montreal.

E – in chiusura esprimo un commento personale –  per Skyteam  rappresenta la perdita di quello che era forse il vettore qualitativamente migliore, l’unico tra i carrier americani in grado di offrire un prodotto paragonabile alle major europee.

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