Quella lounge low-cost a Malpensa.

Da giorni circolano commenti e notizie riguardanti la nuova lounge approntata dalla SEA (il gestore dell’aeroporto) a Malpensa nel terminal dedicato ai voli low-cost. A stupire più di tutto è il fatto che venga creata una lounge adibita specificamente a passeggeri per i quali finora nessuno ci aveva mai pensato.

A pensarci bene sembra l’uovo di Colombo, ma sorgono con l’idea stessa anche alcune osservazioni. Diranno i sostenitori dell’idea che il mondo è cambiato e che il passeggero d’affari (ossia il vero fruitore-tipo delle lounge) oggi si adatta a volare con i vettori low-cost laddove esiste un collegamento e il prezzo è più contenuto: questo è certamente vero, perché, un po’ la crisi, un po’ il braccino corto favoriscono questo tipo di modifica del mercato del trasporto aereo.

Di contro sorge subito una seconda domanda, ossia se il passeggero stesso sia disposto a sopportarne il costo – perché intendiamoci: farsi un giretto nella lonuge costa 20 euro, non 2 o 3: qui sorgono alcune difficoltà, in primis il fatto che un passeggero  risparmiatore non spende certo 20 euro per un passaggio in lounge di 20 o 30 minuti per farsi un sandwich e una coca cola; in secondo luogo,  a botte di 20 euro,  l’onere economico della faccenda può risultare gravoso e non poco; non parliamo poi che se si tratta di un viaggiatore avveduto che programma con molto anticipo si potrebbe trovare nella surreale situazione di avere un biglietto in mano da 10 euro e che gliene vengano chiesti 20 per un servizio non-core. Ed in ultima analisi un ragionamento più generale: la lounge è uno di quei benefit che se hai incluso utilizzi ma del quale puoi fare a meno, soprattutto se non hai soldi da buttare; il tipico passeggero da lounge risponde tradizionalmente a 2 tipologie: il passeggero superfedele di una compagnia aerea, il quale ha accesso gratuitamente a questo tipo di benefit, oppure il passeggero che vuole poter usufruire di questo bene in tutto il mondo, qualunque sia la compagnia con cui voli. Nel primo caso è lampante che strappare 20 euro sarà complesso, ma nel secondo sebbene meno evidente, l’impresa risulterà ancor più ardua perché da anni esiste la possibilità di iscriversi a programmi pagando un forfait annuo (ovvero una quota fissa più un gettone di volta in volta) per accedere a un vasto numero di lounge nel mondo.

Accattivante dunque l’idea di offrire un servizio ai passeggeri low-cost, ma resta più di qualche dubbio sulla riuscita dell’impresa.

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