AirBerlin e l’ingresso in OneWorld

Girava la voce da qualche settimana e negli ultimi giorni è arrivata l’ufficializzazione: Air Berlin è stata invitata ad entrare nell’alleanza OneWorld. A fare notizia non è tanto il fatto in sè, perchè di compagnie che entrano nelle big alliance ce ne sono parecchie, quanto il fatto che si tratti di una compagnia come Air Berlin.

Air Berlin è infatti un caso piuttosto ibrido di compagnia aerea, di quelli che nel mondo ne esistono pochi altri: Jet Blue in America e – con i dovuti distinguo  – British Midland in Europa. Air Berlin è lontana dal concetto di vettore full service – o tradizionale che dir si voglia – ma al tempo stesso è equidistante dal concept dei vettori low-cost quali ad esempio Ryanair ed Easyjet.

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Sarebbe più opportuno chiamarlo vettore LOW-FARE, abbinando infatti una sturttura tariffaria e un modello operativo simile a quello dei low-cost ad un servizio e una tipologia di clientela tipicamente tradizionale. Dove sta quindi la novità? Sostanzialmente nel fatto che fino ad ora nessuno si era ancora sognato di includere tra le big alliance vettori di questo tipo, perchè  è giusto dirlo – British Midland quando entrò in Star Alliance era un vettore tradizionale che è andato trasformandosi quando ormai era già sulla tolda della nave Star.

Il gruppo Air Berlin si compone anche delle compagnie NIKI (del noto pilota Niki Lauda), LTU e Belair e opera con 148 velivoli principalmente a breve-medio raggio e ha in ordine altri 105 esemplari. Fondata nel 1978, Air Berlin è oggi il secondo vettore tedesco, superato soltanto dal vettore nazionale Lufthansa; in Europa è – in termini di passeggeri – il sesto vettore continentale, a dimostrazione che parliamo di una compagnia di dimensioni non trascurabili. Opera con un network estensivo le cui operazioni travalicano ampiamente i confini europei, raggiungendo molte destinazioni nel Mediterraneo, nelle Canarie con collegamenti per i Caraibi, il Sud Est Asiatico e gli Stati Uniti.

E’ dunque corretto parlare di vettore low-cost? No, sicuramente no, benchè in alcune caratteristiche le analogie siano parecchie. Di contro non mancano caratteristiche tipicamente lontane dai vettori low-cost:

– Opera da aeroporti principali e non da scali secondari
– flotta diversificata con 6 tipologie di velivolo e non omogenea.
– catering (bevande e snack) gratuiti per i passeggeri
– selezione del posto possibile e gratuita
– possibilità di voli in connessione sul medesimo biglietto
– Ha un programma frequent flyer
– Business class disponibile
– Lounge in alcuni aeroporti

Qual è dunque il valore aggiunto che Air Berlin può offrire a un’alleanza come Oneworld istituzionalmente fondata su vettori tradizionali?

In primis, la possibilità per OneWorld di mettere seriamente un piede in Europa, continente in cui nonostante quattro compagnie è sempre rimasta confinata al di fuori: British Airways, Finnair e Iberia sono delocalizzate quanto basta a renderle scomode per l’80% dei cittadini comunitari, mentre Malev, compagnia ungherese non sembra avere la forza di imporsi come vettore continentale. Da questo punto di vista, AirBerlin, con le sue basi a Berlino e Dusseldorf offre un’impareggiabile possibilità di collocarsi nel cuore dell’Europa e della Germania, per competere ad armi pari con Star Alliance e SkyTeam, la prima posizionata magistralmente sul territorio con Lufthansa, Austrian, Swiss, Brussels Airlines e LOT e l’ultima forte del colosso Air France-KLM, Alitalia e Czech Airlines. Una possibilità questa dal valore inestimabile per chi ha sempre dovuto rinunciare a passeggeri in transito su itinerai di medio-raggio o per chi ha sempre dovuto disporre di un numero di voli feeder esorbitante rispetto alle operazioni di lungo raggio.

Chi ne beneficerà in primis saranno proprio Finnair e American Airlines. La prima potrà contare su un numero di voli ingente da e per Helsinki, che rimpolperanno il traffico per l’Asia su cui la compagnia scandinava si è concentrata, la seconda perchè con il suo collegamento per Dusseldorf potrà godere a pieno dei voli in coincidenza operati dal nuovo partner.

Se ne avvantaggerà certamente anche British Airways sebbene in questo caso la situazione sia diversa: gli slot a Londra Heathrow erano e restano un problema, ma è certo che con questa mossa il vettore britannico da sempre interessato al mercato tedesco (ricordate l’esperimento Deutsche BA?) avrà maggiori armi per intercettare i passeggeri premium tedeschi.

11-18 mesi il tempo necessario per l’integrazione. Per OneWorld si tratta probabilmente dell’ultimo treno (anzi aereo) per l’Europa… e non può permettersi di perderlo!

foto tratta da : www.airberlin.com

2 risposte a “AirBerlin e l’ingresso in OneWorld

  1. Air Berlin, sul medio raggio è di gran lunga superiore ad AZ in economy. Offre bibite e un panino, lo stesso servizio di LH o AF per esempio. AZ invece, e questo è veramente incredibile, fa pagare di più i propri biglietti e si può perfino scegliere, attenzione, tra caffè o acqua, cavoli che servizio.

    • ciao Carlo,
      grazie prima di tutto per la visita e per il tuo messaggio, molto graditi.

      In effetti Air Berlin è un’ottima compagnia. Per quanto attiene Alitalia, lei come tutte le altre hanno disperatamente bisogno di denaro e questo si tramuta in un taglio dei servizi offerti, ovvero in una “ryanairizzazione” del prodotto.

      A presto
      e grazie ancora
      WF

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