Cancellato sereno variabile (2^ parte)

Oggi (domenica) le mie prospettive di rientro in Italia sono non poco compromesse. Benchè il mio DUB-FRA sia ancora confermato ed aperto per il check-in online, Lufthansa mi ha già comunicato che il volo da FRA per LIN è stato cancellato. Sarà un’ennesima giornata di passione. Tra l’altro l’unico volo previsto per oggi tra Dublino e la crucconia è il primo del mattino.

Arrivo in aeroporto alle 5.50, e nel gran fermento di passeggeri che vanno e vengono raggiungo l’area check-in di Lufthansa. Ai banchi per i passeggeri Senator per fortuna non c’è coda e in pochissimo tempo ottengo la carta d’imbarco fino a FRA. Per la riprotezione vengo invitato a raggiungere la biglietteria ma basta un colpo d’occhio per capire che ci vorrebbero ore prima di essere ascoltati.

Opto quindi per andare direttamente nella lounge messa a disposizione da Lufthansam che è la lounge BMI: piccola, quieta con poco di tutto, ma niente mancante. Un’irlandese bionda sulla 50ina mi accoglie e si interessa al mio caso; contatta il service di Lufthansa e mi offre l’unica possibilità per arrivare a Milano in giornata: volo delle 21.20 per Malpensa. Poiché non c’è cosa peggiore che rimanere inchiodati a metà itinerario, accetto comunque una soluzione che non solo non è comoda, ma nemmeno vagamente considerabile. Domando tuttavia di essere waitlistato anche sul volo delle 17.20 per Linate, nella speranza che si liberi qualche posto e riesca a cavarmela meglio. La tipa è perentoria: poche possibilità per il 17.20, nessuna per soluzioni che mi portino a Milano prima; in ogni caso, la carta d’imbarco dovrò farmela consegnare a FRA, con molta pazienza e tanta buona volontà.

Tanto per gradire arrivano anche le brutte notizie: l’orario originale della partenza da DUB alle 6.50 è un mero sogno. Di imbarco non si parlerà prima delle 8.30, più probabile alle 9. Vista la situazione, è bene dormirsela un po’, visto che non si sa mai se e quando ci sarà una nuova possibilità per farlo nel corso della giornata.

Mentre pisolo, alle 9.20 un brusio piuttosto intenso si leva nella lounge e gira la voce (ufficiale peraltro) che il volo sta finalmente imbarcando. Galvanizzati dall’idea che forse partiamo per davvero, ci avviamo tutti lungo i corridoi dell’aeroporto per raggiungere il gate 102.

Giunto il mio turno, l’agente passa la carta d’imbarco sul lettore, che di tutta risposta inizia ad emettere un suono sinistro. Nel mio caso è una buona notizia. Seat change alla fila 2 e conseguente upgrade in Business Class a carico di Lufthansa. Non ci si può proprio lamentare.

A bordo gli A/V cercano di fare del loro meglio ma il volo è strazeppo e occorre parecchio tempo prima che tutti sianno regolarmente a bordo. Il comandante annuncia che per le 10.10 saremo pronti alla partenza ma che per quanto riguarda la giornata odierna servirà molta pazienza perché a Francoforte i voli operano a rilento sotto una fitta nevicata, non ci sono piazzole libere e di contro nel terminal ci sono migliaia di passeggeri messi a terra, dirottati anche dagli scali londinesi, visto che pure oggi Heathrow non è operativo.

Il volo trascorre in fretta, con una abbondante colazione servita in business class e un rapido scambio di battute con il purser, per nulla sconvolto dai disagi che si parano all’orizzonte: lo preoccupa decisamente di più il volo strazeppo su cui ci troviamo. Dal flight manifest, risultano 1 passeggero SEN, 2 US airways star gold e 2 FTL: è chiaro che su Dublino la capacità di fidelizzazione di Lufthansa lascia un pochino a desiderare.

Atterraggio a FRA alle 12.55, in perfetto orario rispetto al ritardo. Su Francoforte si sta abbattendo una vera e propria tormentina. Ovviamente ci viene assegnata una piazzola all’estremità orientale del sedime aeroportuale. Una coppia di bus è tuttavia già pronta ad accoglierci. Il vento gelido spazza il tarmac, mentre fiocchi di dimensioni ma fittissimi si depositano ovunque sul terreno. All’interno del terminal la situazione è surreale: mentre mi dirigo verso la lounge vicino al gate A26, do un’occhiata al transfer desk, visto anche che io sono sì confermato sul volo delle 21.20, ma non ho alcuna carta d’imbarco in mano.  La coda è talmente lunga che la gente ha letteralmente scippato le sedie disponibili nei vari negozi e nelle aree d’attesa per restare seduta senza perdere il posto nell coda immobile. Ognuno ha le sue esigenze: dal re booking alle list d’attesa, fino alle cancellazioni o alla semplice richiesta di informazioni.

Arrivato alla lounge, ci sono due file: la prima – che procede spedita – è per entrare nella lounge mostrando semplicemente la carta d’imbarco e la tessera, la seconda è invece per coloro che oltre all’ingresso necessitano di informazioni sul volo o  un re booking.

Dentro la lounge tutto sommato non c’è troppa ressa (e ti credo: sono tutti in coda fuori!), trovo anche posto a sedere. Ci sono altri italiani e ben presto inizia un’ampia discussione sulla situazione. La tormenta fuori non molla, anzi aumenta di intensità con i mezzi spalaneve che hanno il loro bel daffare per tenere le taxiway in condizioni di agibilità: con estrema professionalità in task force, scalati di 50 metri l’uno dall’altro i mezzi ripuliscono dalla neve le taxiway. Tra di noi c’è chi va a Verona, chi come me a Milano e chi pur essendo italiano va a Praga. Il 17.20 per LIN non regala suspense: cancellato preventivamente, le mie chance ora sono unicamente sul 258 per MXP delle 21.55. Ad ogni minuto aumentano le cancellazioni e si sparge la voce che viste le condizioni che vanno peggiorando un’ulteriore raffica di cancellazioni è prossima.

Un signore in partenza per Milano, decide di andarsene a Monaco con l’ICE e poi si vedrà… una signora diretta a Innsbruck vuole noleggiare una macchina… non è la creatività che manca loro: ma darsi a colpi di genio in una situazione simile rischia di rivelarsi molto più dannoso di una lunga sconfinata attesa in aeroporto, aspettando che le operazioni vadano normalizzandosi.

A sorpresa il volo per Verona ha finalmente anche un gate e uno dei passeggeri ci saluta, felice che tra poco arriverà a casa. Di certo è messo meglio di noi, ma i fatti poi dimostreranno che l’attesa a bordo sarà molto molto lunga.

Vista la situazione e il fatto che per ora solo alcuni voli lungo raggio stanno decollando, mi dedico alla questione pernottamento e prenoto una camera all’Intercontinental in centro: l’idea che si possa volare stasera appare veramente velleitaria oltre che folle.

All’alba delle 16.30, decido che per oggi ne ho abbastanza, prendo il trolley e vado verso l’uscita in direzione della metropolitana per andarmene in hotel. Prima di uscire dall’aeroporto decido tuttavia di fermarmi al check-in per vedere di farmi riproteggere fin da ora sui voli di lunedì. Ancora una volta essere SEN aiuta, perché la coda ai banchi di economy e business è inenarrabile e senza speranza di raggiungere una postazione in tempi ragionevoli. Ai banchi di first invece la situazione è tutto sommato tranquilla: un solo passeggero mi precede. Giunto il mio turno, chiedo di valutare la mia situazione: la hostess mi dice chiaramente che le probabilità di operatività del 258 di stasera sono prossime alla temperatura esterna (cioè 0), per cui è inutile vivere sperando (come dice una mia amica “chi vive sperando, muore c..ando). La situazione per lunedì non è rosea: molti i voli già cancellati e tutti chiusi quelli ancora in previsione; per me c’è una waiting list sul 272 delle 11.20 per LIN. Senza che io chieda niente più, la hostess a sorpresa mi stampa un voucher e me lo consegna dicendomi che si tratta del voucher per l’hotel (il Kempinsky Gravenbruch) oltre ad un buono per 30 euro da consumarsi in cibi e bevande.

Non sono uno di quelli che ha molta pietà per le compagnie aeree ed ammetto che quando causano disagi sono il primo a mandare lettere di fuoco e reclami. Tuttavia resto esterrefatto di fronte all’idea che le compagnie aeree (sia essa Lufthansa o altre) provvedano a cibo e pernottamento per i passeggeri lasciati a terra. Per come la vedo io, questo tipo di rimborso dovrebbe essere a carico della compagnia se e solo se si tratta di un disagio causato da quest’ultima. Come nel caso del vulcano islandese, anche qui non si capisce quale sia la responsabilità delle compagnie aeree, vittime prima ancora dei passeggeri, della natura.

Eppure tutti strepitiamo contro la compagnia che – a nostro errato giudizio – dovrebbe riuscire a operare anche in simili situazioni.

A fronte di tutto ciò, vi lascio immaginare la mia espressione del volto quando ho ricevuto il voucher per il pernottamento e i pasti. Dev’essere stata così stranita e stupefatta da aver colpito l’agente stessa che guardandomi con fare perplesso mi ha chiesto se non ero soddisfatto. Nella mia ingenuità (perché per me la compagnia deve offrirti un letto solo se è colpa sua!) chiedo se è davvero compreso il pernottamento; risposta: certo è offerto da Lufthansa! Non ci si può lamentare: 149 euro per un viaggio A/R Milano-Dublino in economy, e ora mi ritrovo con qualche disagio in più, un upgrade sul DUB-FRA e una notte e gli extra a FRA pagata da Lufthansa.

Me ne andrei anche a Mannheim a trovare un amico se questi non avesse cambiato numero di telefono. Sotto una nevicata epocale raggiungo l’hotel, dove il personale sa già tutto. In 3 minuti ho la stanza assegnata, piccola ma confortevole. La cena è disponibile dalle 18 in poi, a mio carico c’è soltanto – se la utilizzo – la connessione internet.

3 risposte a “Cancellato sereno variabile (2^ parte)

  1. in bocca al lupo!! sara’ una settimana di passione per i voli! spero solo che si sistemi un po entro sabato 25 per il mio volo Y per le Hawaii! bello il tuo blog, complimenti!

    • Ciao Franco, grazie per il commento.
      La situazione oggi a Francoforte era in netta ripresa anche se in serata era prevista una nuova nevicata. Ad ogni modo speriamo non duri così fino a dopo Natale: si trasformerebbe in un incubo di massa. Grazie ancora per i complimenti.
      Worldflyer.

  2. … e naturalmente buon viaggio e buone vacanze!🙂

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