Alitalia e l’appalto a CarpatAir

Doveva passare sotto silenzio e ne sta venendo invece fuori un putiferio. Un’operazione che non è nè nuova nè desueta sta letteralmente scatenando feroci critiche: forse perchè al centro della vicenda c’è la cara Alitalia e alcune scelte aziendali che – strano a dirsi! – non piacciono ai sindacati, soprattutto visto il precariato a cui la compagnia sta dando vita.

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Aeromobili Alitalia
(foto da http://www.piazzaffari.info)

Il seme della discordia è l’appalto dato da Alitalia-CAI a un piccolo vettore rumeno, CarpatAir per l’operativo di alcune rotte nazionali. Tecnicamente si chiama WET LEASE, in pratica è un contratto di noleggio di  alcuni aeromobili comprendente tutte le prestazioni accessorie quali assicurazione, equipaggio e manutenzione (aircraft, complete crew, maintenance, and insurance).

Come funziona? Il locatore (Carpatair in questo caso) fornisce l’intero pacchetto di volo + servizio al locatario (Alitalia). Gratis? Certo che no, perchè Alitalia paga per i servizi erogati da Carpatair. Ma ufficialmente il volo è e rimane un volo commercializzato dalla compagnia locataria (Alitalia).

Un aeromobile CARPATAIR
(foto da http://ebileteavion.biz)

 Da qualche giorno infatti Carpatair è diventato il vettore che – all’atto pratico – opera per esempio i voli tra Roma Fiumicino ed Ancona, e presto sarà il turno del Roma Fiumicino – Pisa, impiegando naturalmente i propri mezzi ed il proprio personale navigante .

Naturalmente i sindacati non hanno perso tempo: di fronte a quella che potrebbe essere vista come una cessione di attività, hanno gridato allo scandalo per i migliaia di cassa integrati Alitalia.

E se Alitalia – seppure non ufficialmente – conferma l’accordo con i rumeni, il fronte di guerra è destinato a riscaldarsi ulteriormente, visto che già si parla di un’ulteriore infornata di voli  da operare con la formula del wet-lease (da Roma Fiumicino per Alghero, Bolzano e Parma), tutti voli che verranno operati con un aeromobili come Fokker 70 e Fokker 100.

Resta da capire il perchè di una scelta simile, o forse a doverlo intendere sono prima di tutto alcuni sindacati: le perdite vanno ridotte e i costi tagliati. Dopo l’aumento delle perdite del primo trimestre da 88 a 131 milioni, l’indebitamento raggiunge nuove vette e urge porre rimedio.

Dall’altra parte, non chiamate “capitani coraggiosi” coloro che si ostinano nel perseguire una strategia aziendale che difficilmente potrà dare soddisfazioni. Aspettiamo – a questo punto fiduciosi – Air France-KLM!

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