Un sonno (in aereo) pagato caro!

C’è gente che in aereo non riesce a chiudere occhio, altri – come Christine Ahmed, francese – non hanno assolutamente difficoltà. In volo da Lahore (Pakistan) a Parigi se l’è dormita saporitamente, con un particolare: al termine del suo sonno si è ritrovata ancora a Lahore: e non perchè l’aereo non sia partito o abbia fatto ritardo, perchè l’aeromobile della Pakistan Int’l Airlines ha fatto ampiamente il suo dovere, volando prima da Lahore a Milano Malpensa, quindi a Parigi Charles De Gaulle ed infine tornare a Lahore.

Un B777 Pakistan International Airlines (foto da http://www.pakvisit.com)

In tutto questo, nessuno si è accorto che la bella Christine era tra le braccia di Morfeo, sempre a bordo, con la sua cintura allacciata, persa in chissà quale onirica avventura.

Finchè, tornati a Lahore, il personale dell’immigrazione Pakistana ha iniziato a fare qualche storia nel far rientrare nel paese. Per non parlare di Christine stessa, letteramente sconvolta, quando ha realizzato di aver perso la sua “fermata”.

Ad avere però dell’incredibile è che NESSUNO – e dicesi nessuno – si sia accorto dalla sua ininterrotta presenza, nè gli equipaggi, nè l’handler che effettua le pulizie a bordo nè lo staff di terra che si presume dovrebbero essere preposti a questo tipo di verifiche.

La compagnia Pakistan Int’l Airlines ha garantito che verrà fatta presto luce sulla faccenda per capire come nè hostess nè addetti alle pulizie abbiano notato la presenza di Christin a bordo mentre l’aereo era fermo a Milano Malpensa e a Parigi Charles De Gaulle.

Per Christine, oltre al danno, la beffa: nuovo viaggio con  destinazione Parigi e nuovo biglietto che la compagnia ha fatto pagare ex novo alla stessa.

Io non ne capisco granchè ma la Pakistan Int’l Airlines ha fatto una magra figura, con evidenti falle nella sicurezza oltre che nel training del suo personale: il minimo sarebbe stato pagare il biglietto gratis alla passeggera, oltre che un biglietto di scuse a tutti gli altri passeggeri per la mancanza di professionalità. Almeno così usa quando si aspira ad essere i migliori, no!?

Che ne pensate? Al di là dell’aspetto fiabesco della storia, non è un esempio ficcante di quanto la sicurezza spesso sia latitante? Altro che “safety is our priority”

2 risposte a “Un sonno (in aereo) pagato caro!

  1. non ci posso credere! sicuro che nn sia una bufala?))) in ogni caso la invidio molto…per il sonno!
    domani parto per mexico city…day flight..nn mi passa…
    un saluto!

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