American Airlines: Chicago – O’Hare – Minneapolis St. Paul // First Class Domestic [IT]

Tested on AA631 on June 2013

CHECK-IN
Chiedersi perché vi siano decine di banchi per il check-in quando poi nessuno li custodisce o ci lavora è un mistero che ben pochi tra i dipendenti dei legacy carrier americani è in grado di spiegare. Così capita di trovarsi a girovagare per i terminal, simili a lande desolate ma rigorosamente punteggiate da cartelli e banchi pomposamente nominati, sulla cui utilità non vale la pena perdere tempo.

Raggiunto l’area del check-in per i passeggeri di First, un solo agente è disponibile: al contrario, ci sono ben tre persone pronte ad incanalarti nella giusta corsia. Che senso ha se poi tutte le corsie debbono necessariamente convergere sull’unico banco attivo? Misteri. Giunto il mio turno, presento il mio caso. Il donnone americano – più simile a una baleniera che altro – con quei giusti tronchi di sequoia al posto dei polpacci, è anche gentile nei modi ma riuscire ad inserire correttamente il mio FF number nella prenotazione pare al di fuori delle sue possibilità. Chiamato a rinforzo il supervisor (altro elemento androide di sesso femminile, recentemente sghiacciata dalla crioterapia dove risiedeva probabilmente dai tempi di Francesco Baracca e Menzies), occorrono ben 8 minuti per compiere l’impresa.

CONTROLLI DI SICUREZZA
Sarà che l’orario è di quelli giusti, sarà che al fast track non c’è nessuno, tuttavia per la prima volta regna il silenzio al checkpoint, dove abitualmente energumeni raffinati come scaricatori di porto gridano frasi di cui conoscono a malapena il significato, autocelebrandosi come novelli comici. Questa volta no, tutto fila con cortesia sorrisi e rapidità.

LOUNGE
La lounge per i passeggeri Emerald è la Flagship Lounge vicino al gate K19. Benchè di piccole dimensioni, è confacentemente arredata, ha una discreta vista sul tarmac e offre una valida connessione internet gratuita. I posti a sedere non raggiungono la 50ina ma probabilmente raramente così tante persone si sono mai trovate contemporaneamente al loro interno.

La selezione di cibi offre oltre alle solite verdurine e formaggini anche delle pietanze calde: spiedini di pollo opportunamente immangiabili, alimenti indiani non meglio identificati e polpette di carne, unica vera opzione per mantenere intatte le proprie capacità di valutazione dei gusti.

GATE
Confesso: caxxeggiando caxxeggiando stavo per perdere il volo. Sebbene non ancora cercato mediante l’interfono, mi tocca passare sotto lo sguardo pieno di contegno dell’agente al gate, pronta a sgridarmi ma incerta se farlo. Mi avvio per il finger pronto per l’ingresso a bordo.

PUNTUALITA’
Partenza dal gate con 24 minuti di ritardo sullo schedulato. Il comandante si presenta e si scusa quanto basta, spiegando che comunque farà il possibile nei 54 minuti di volo per recuperare qualcosa.

AEROMOBILE
Era una vita che non volavo sull’ “80”… e ricordo anche perché! Non ho mai amato l’MD80, dopo averne fatto una intifada con i voli Alitalia su e giù dalla Sicilia. Chiariamoci, non è un pessimo aereo, è semplicemente vecchio e superato. In termini di avionica è stato ed è tuttora uno dei migliori aerei in circolazione, peccato che analogo discorso non si possa fare circa l’aerodinamica, con quella sua ala imbarazzante, tanto quanto il suo ingombro. Il concetto di “noise abatement” per l’MD-80 è tuttora sconosciuto con quei suoi due motori JT8D sulla fusoliera che tramortirebbero un sordo. Il livello di inquinamento di cui è capace è secondo solo ad una raffineria di Galveston, al punto che con i suoi fumi potrebbe annerire integralmente anche un orso polare.

Tutto concorre a testimoniare il passato di questo aereo: gli interruttori meccanici, l’interfono super-gracchiante (pure la più candida voce bianca utilizzandolo potrebbe sembrare Amanda Lear), le cappelliere ingiallite e di modestissime dimensioni, per finire con le bocchette per l’aria che non si chiudono e le luci personali sgarruppate.

Configurato a 2 classi, in First il layout è un 2-2 mentre in economy le file offrono 3 posti sul lato destro e due sul sinistro. Unico elemento di modernità è la connessione interne WI-FI disponibile in volo, baluardo del XXI secolo che pervade un successo degli anni 70.

LOAD FACTOR
Full house per American Airlines: inutile perdersi in ulteriori ragionamenti, perché in First a pagare seriamente siamo probabilmente in 2… gli altri sono tutti upgrade.

POSTO A SEDERE
Il colore nero e blu non aiuta: sembra di essere in un cimitero: il sedile tuttavia è largo e comodo. Il bracciolo è ampio, così come comodissima è la tasca sullo schienale di fronte. Il leg-room è generossissimo, con la possibilità di distendersi a più non posso. Per chi vuole riposare, il sedile può essere reclinato con una leva meccanica, raggiungendo un angolo più che dignitoso.Accettabile pure il tavolino, contenuto nel bracciolo esterno.

CATERING e MAIN MEALS
Drink di benvenuto (succo d’arancia o acqua) servito in osceni bicchieri di plastica: sono talmente inguardabili che pure i cubetti di ghiaccio si sciolgono per non vedere un simile obbrobrio.

Durante il volo – che per correttezza ammetto essere di particolare brevità –viene offerta una bevanda fredda o calda (servita in un solido bicchiere di vetro con ghiaccio o limone e un pacchetto di salatini, confezionato da una ditta dell’Ohio. Se penso che British Airways in ECONOMY su un volo di un’ora ti offre due mini-piadine oltre a bevande calde e fredde….

EQUIPAGGIO
Su questo aspetto ero terrorizzato perché dopo i trascorsi con Delta ero più o meno pronto a tutto: invece un purser di esperienza sulla 40ina mi ha fatto ricredere con un servizio più che accettabile, sebbene lungi dall’essere stellare. Educato, professionale ed efficiente. Posso ritenermi soddisfatto

ATTERRAGGIO
5 minuti di ritardo, visto il principio non sono davvero male. Peccato tuttavia che per il bagaglio ci siano voluti ben 31 minuti. Decisamente troppi!

GIUDIZIO COMPLESSIVO
Il gap tra le americane e il resto del mondo resta evidente. Giudizio comunque discreto per American Airlines. Da rivedere un po’ tutto, con la sola eccezione dell’equipaggio, oggi all’altezza.

6 risposte a “American Airlines: Chicago – O’Hare – Minneapolis St. Paul // First Class Domestic [IT]

  1. Ciao devo dire che in questo “racconto” hai superato te stesso .Mi sono trovato a ridere da solo come uno scemo e di questo ti ringrazio

    • Ciao Michele,
      ti ringrazio per la visita e per il commento.

      debbo dire che le compagnie americane riescono a tirare fuori il meglio della mia vena caustica.

      Grazie ancora ed a presto

      WF

  2. …vogliamo più viaggi negli US!
    (e pure più foto)

  3. scusa @Michele se dissento ma il TR più divertente rimane il DL LHR JFK ….. della scorsa estate.. starring: Miss Cipria, Pokoo Pokoto e la Ricci !!

  4. Vola su un MD-82 Meridiana, che poi ne riparliamo!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...