American Airlines: Miami Int’l – Orlando // First Class domestic [IT]

Tested on AA1576 – MIAMI INT’L – ORLANDO 

CHECK-IN
Ora, non è per infierire – ma è mai possibile che un biglietto emesso da una compagnia sia poi ingestibile dalla medesima compagnia al check-in? A quanto pare sì, visto che il sistema di American Airlines è così sofisticato da dar vita a una sorta di roulette in cui le tue sequenze di voli vengono rigirate a caso e pertanto taggare correttamente un bagaglio è direttamente proporzionale alla possibilità che Giuliano Ferrara indossi un costume XXXS. Non bastano 2, ma ne occorrono ben 4 di agenti per riuscire nella titanica impresa e soltanto grazie all’arguzia di una di loro, capace di fare il tutto manualmente, anziché utilizzare la procedura automatica.

CONTROLLI DI SICUREZZA / LOUNGE
A Miami con i controlli ci danno dentro (vista anche l’ingente immigrazione dal Sud America) e se – come me – ti capita una mamma con 4 neonati sono caxxi perché la tipa si deve assaggiare tutti quei diamine di biberon e tu puoi nel frattempo piantare radici affianco al metal detector. Ma guai a dire qualcosa perché la controfigura femminile di Hulk Hogan è già pronta a farti una 6-1-9 (sì, lo so la six-one-nine non è di Hulk Hogan, ma non mi viene il nome del “titolare”) e metterti fuori combattimento per il resto dei tuoi anni.

La lounge – situata in prossimità del gate D15 – riserva praticamente solo dispiaceri. Con la sola eccezione della receptionist, estremamente cortese, e della connessione internet fornita gratis da AT&T c’è di che disperarsi: al di là del via vai di persone (‘sta lounge è più frequentata di Italia7Gold a mezzanotte), al suo interno vengono organizzate gare di mezzofondo per bambini, sfilate di moda di dubbio gusto per pachidermi che si presentano con crocs e tenute improbabili, finendo con neonati che ruttano (giuro) a go-go nei salottini.

Se a questo si aggiunge che il personale è totalmente disinteressato a ciò che accade, l’unico cibo gratuito sono dei biscotti oltremodo salati, unitamente a dei pretzels glassati con una sostanza bianca che potrebbe essere detersivo CIF, si capisce che parliamo di un Admiral Club (l’ultimo ammiraglio che deve averci messo piede è probabilmente Nelson, il quale si dice abbia dichiarato: “la nave affonda”!). Dulcis in fundo, le lounge americane offrono un elegante menu per chi desidera mangiare dove i prezzi sono oltremodo gonfiati: non solo non sono all’altezza dei vettori del resto del mondo, non gliene frega proprio esserlo.

GATE
Di solito quando vai al gate come funziona? Ci sono uno o due agenti che ochescamente ti sorridono, controllano il documento e poi ti avviano per il finger. Ecco, a Miami con American questo non succede. Di 4 persone al gate, tutte 4 indossano quei pulciosi cardigan di mesti colori, quali il rosso sangue di piccione o il blu navy: le guardi e ti aspetti che da un istante all’altro ti chiedano “stasera minestrina o riso in brodo?”, manco fossimo in un ospizio. 2 di loro si fanno ampiamente i fatti loro, 1 parla al telefono di servizio non si sa perché e l’ultima sta al gate vero e proprio.

Dopo qualche minuto di immotivata attesa (siamo ormai pochi rimasti da dover imbarcare), domandiamo quale sia la difficoltà e l’arcigno caprone con cardigan pulcioso risponde sgarbata “I’ve other things to think about now”. No, ma scusa se ti abbiamo disturbato…. Come se noi fossimo lì per fare un pic-nic nel finger e volessimo organizzare un falò senza il suo permesso!!! Ma stai bene? Va che è il tuo lavoro stare al gate!! Senza contare che sinceramente non sembri la persona a cui Barack Obama possa aver affidato i destini del paese!!!.


In modo assai più rude, un californiano sulla 40ina decide di scuoterla come un pruno sotto la tempesta con una serie di sarcastiche frasi che vanno a segno. Non v’è tuttavia traccia di redenzione sul volto della pulciosa che – risentita ma non scoraggiata – procede con disinteresse nei nostri confronti. Poi ti domandi perché uno evita come la peste le compagnie americane….

PUNTUALITA’
Partenza dal gate con 8 minuti di ritardo e pigro rullaggio verso la 08L per un decollo ruspante in direzione est.

AEROMOBILE
Dopo il recente volo sull’80, non poteva mancare – nella carrellata dei cimeli di famiglia di AA – il 757, altro velivolo che non manca di glorioso passato. Entri dalla porta e le luci al neon ormai ingiallito ricordano una specie di obitorio ambulante. La penombra che avvolge la cabina (molte degli schermi dei finestrini sono abbassati per il sole) rende l’atmosfera tetra al punto che la parte ossianica dell’opera “Dei sepolcri” di Foscolo ci fa un baffo.  Cabina a 2 classi con configurazione 2-2 in First e 3-3 in economy.

LOAD FACTOR
Anche in questo caso full-house per American che utilizza comunque un aeromobile di grosse dimensioni per una rotta piuttosto breve.

POSTO A SEDERE
Del colore dei sedili c’è poco da fare: io sono ormai certo che chi li ha scelti abbia una forte cromopatia e soprattutto sia cresciuto in un centro di pompe funebri perché non può essere spiegato altrimenti un simile accanimento sul nero, il grigio e il blu notte. Ciò detto, il sedile è largo e comodo. Lo schienale davanti offre ampie tasche per riporre i propri effetti personali, mentre non mancano i ripiani per appoggiare ogni e possibile chincaglieria. Spendo due parole sulle coperte di bordo: già la plastica pessima in cui sono incellophanate è un marchio di garanzia sul livello di mediocrità del prodotto, tuttavia la domanda di fondo è sapere chi ha scelto quel colore arancione fluo. Dico io: non siamo mica una squadra di manutenzione dell’asfalto autostradale che va in giro con le pettorine antinebbia!! Domando e dico: ma non hanno un po’ di dignità costoro?

Thumbs up invece per la connessione: solida e ben funzionante!

CATERING e MAIN MEALS
Regola nr 1: non ci sono regole
Regola nr.2: scrivere le richieste dei passeggeri su fogli particolarmente vunci a caratteri cubitali con scrittura infantile
Regola nr.3: se possibile dimenticare quanto richiesto e fare nuovamente il giro.
Regola nr.4: Servire le bevande e i salatini attivando la modalità “’ndo cojo cojo”
Regola nr.5: girare per il corridoio tenendo in mano il vassoio ed usandolo tipo rabdomante
Regola nr 6: concludere il servizio distribuendo simil-mentucce sussurrando in modalità “nonna di Hansel & Gretel” le dolci e soavi parole “Thank you for flying with us today. We’re glad you’re here”…. peccato non poter dire lo stesso!!!

Alitalia al confronto è un servizio top-notch!!!

EQUIPAGGIO
Mi limiterò nel giudizio a pochi aneddoti. Se una rondine non fa primavera, l’assistente di volo di cui ho parlato nel precedente trip report è l’eccezione che conferma la regola.

Innanzitutto vorrei sapere chi ha disegnato quegli orribili grembiuli che gli assistenti di volo maschi indossano: sembrano dei macellai, manca solo che escano dal galley con una testa di capretto da cui ancora cola il sangue dicendo “chi vuole l’abbacchio?”

Per le donne: possiamo impedire loro di truccarsi? Già non sono un capolavoro di bellezza, se poi concediamo loro la possibilità di pitturarsi con tinte “glam” (e ho detto glam per essere politically correct)…. Non esiste un ritegno, una decenza?

Sono talmente inguardabili e indisponenti che il bambino di colore in fila 1 (in braccio alla propria madre) quando l’assistente di volo si è avvicinata ha iniziato a rigurgitare roba bianca sul braccio della madre tipo fontanella! Quando si dice schiumare…..

Ma dove li prendono? Io penso che la selezione sia molto dura e abbia requisiti stringenti, del tipo:

1)     Numero di rughe equivalente alle banconote da 5 dollari in circolazione.

2)     Età rilevabile solo attraverso taglio del femore e conta dei cerchi o sistema di datazione C-14

3)     Giro-vita non inferiore a quello delle boe di segnalazione in mare

4)     Tinte del trucco solo su gradazioni equivalenti ai colori dei power rangers

5)     Tesserino del WWF (e non come sostenitori).

Tragico, tragico, tragico.

ATTERRAGGIO
Che senso ha atterrare in orario se poi aspetti mezz’ora sul tarmac perché non c’è una piazzola libera!?

GIUDIZIO COMPLESSIVO
Devo proprio? Sinceramente dopo Valerio Scanu e Delta pensavo di aver raggiunto un punto-limite, quello a cui non ti avvicinerai mai più… forse potrei essermi sbagliato.

6 risposte a “American Airlines: Miami Int’l – Orlando // First Class domestic [IT]

  1. non ce la faccio più ! mi sto rotolando dal ridere…. anche perchè immagino i tuoi sguardi… uahhhauahhahuuahhhauuahhah !!!!!!!!

  2. Ma alcuni di voi hanno l’ossessione di Valerio Scanu a nominarlo sempre e comunque a sproposito .
    Furbizia?………puah!.

    • Ciao Angelamaria, grazie per la visita ed il commento. Sinceramente io piu’ che di Valerio Scanu in se’ ho l’ossessione delle sue ciglia!! A parte gli scherzi era un modo di dire e non voleva avere finalita’ realmente offensive. Cmq chiedo venia.
      Grazie cmq per il tuo contributo.
      A presto
      WF

  3. Complimenti, ne uscirebbe un buon monologo da cabaret !
    6-1-9 = Rey Mysterio
    Un saluto da Jakarta ( vabbè Baraggia di Jakarta )
    Ottimo volo con Ethiad in biz ( anche a noi poveri tecnici la comprano se strettamente necessario ).
    Ennesimo tentativo di trip report andato a vuoto…
    Andrea

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