Ryanair, la puntualità e i racconti di viaggio

Qualche considerazione a proposito del mio volo Ryanair. Che io non sia il passeggero-tipo per questa compagnia non è difficile da intuire e credo raramente di essermi trovato così “imbranato” quando si è trattato di volare: da un lato hai paura di fare cappellate, dall’altra incappare in surcharge o “balzi e balzelli” dà sempre fastidio perché ti dici “avrei potuto evitarlo”.  A conti fatti posso dire di aver superato la prova con un buon risultato! I’m a Ryanair approved passenger.
Prenoti il biglietto e Ryanair è chiarissima: la carta d’imbarco te la devi stampare a casa e devi portarti pure la ricevuta del biglietto. Quanto al bagaglio ci sono tre regole, applicate in maniera a dir poco maniacale: 10kg di peso 55-45-20 di misura e 1 e 1 solo pezzo; o ci sta tutto entro i limiti oppure paghi, e paghi salato perché sono 60 euro. Non conta se sei donna, uomo, animale, bimbo o neonato perché la regola è immodificabile. E va detto che Ryanair – come spiegava G. Massari nel suo articolo – si spreca in avvisi e informazioni, perché in tutti i vari reminder antecedenti al volo non manca mai di precisare tutto ciò.
Perché uno sceglie una compagnia come Ryanair? È evidente che la clientela tipo (ad eccezione di chi abita affianco all’aeroporto low-cost ma costituiscono una minoranza) è formata da passeggeri price-sensible, per i quali risparmiare fa la differenza. Cosa ti aspetti da Ryanair? Di certo non il posto affianco libero o la hostess che ti presenta il canapè accomodando il cuscino dietro la tua testa; piuttosto ti aspetti di essere trasportato da un posto all’altro con efficienza e un costo ridotto.
Veniamo a me: arrivo in aeroporto e per gradire il volo ha già 15 minuti di ritardo. Le code al check-point possono essere lunghe ma d’altro canto questa non è certo una responsabilità di Ryanair. Mentre ti avvii verso il gate scopri che la gente già sta facendo la coda…. Sei in coda e scopri che il volo da 15 è passato a 35 minuti di ritardo e inizi già a essere meno tollerante; chiedi lumi agli agenti al gate che brancolano nelle tenebre “ah, c’è scritto sul display???”… no ma scusa, tu sei qui per farti la manicure o sei qui per lavorare? I neuroni li accendi da sola o dobbiamo frustare i criceti?
La stessa svegliona passa poi – questa volta accompagnata da pachidermiche scagnozze la cui funzione è chiaramente intimidatoria (non si sa se per incutere paura o per bloccare la produzione di testosterone) – lungo la coda bacchettando chiunque abbia qualcosa che eccede il bagaglio consentito.


Giunto il momento dell’imbarco si scopre che anche se Ryanair ti avvisa di cosa devi avere, non tutti ce l’hanno…. Spesso per colpa loro, talvolta involontariamente: nell’ordine capita la passeggera senza carta d’imbarco, quella che ce l’ha sul cellulare illeggibile ma anche chi stampandola grazie al sito Ryanair non ha il codice a barre, non ha il nome… e non perché abbia sbagliato qualcosa ma perché ovviamente il sito – come tutti i siti – ha i suoi bug e se sei alla prima volta non puoi dire “ah cacchio, ma manca questo”… perché non hai un’esperienza precedente a cui rifarti.
Con il pulmino raggiungi l’aereo … e consiglio: non è conveniente fare il boarding al gate tra i primi… meglio verso mezzavia così da essere tra gli ultimi a salire sul pulmino e tra i primi a entrare a bordo.
Perché ovviamente a bordo il posto te lo devi guadagnare: c’è chi è timido e chi meno. Io personalmente entrato per terzo dalla porta posteriore ho ripercorso la cabina a salire raggiungendo fila 9 piazzandomi brutalmente di corridoio. Le hostess e gli A/V sono lì solo per stipare più bagaglio possibile. Non appena l’ultimo passeggero varca la porta, uno di loro all’interfono sancisce “boarding completed”.
Immediatamente il comandante, dopo la chiusura degli scivoli e mentre ancora i passeggeri stanno lottando alla ricerca del posto (scene inenarrabili di bimbemin*ia 22 enni che piangono perché non possono stare affianco al fidanzato… ma ce la fai? La prossima volta ti togli di dosso i chili di cellulite che hai e muovi il tuo posteriore in tempo per ottenere i posti che vuoi; per non parlare poi di chi, rimasto probabilmente agli anni ’80 chiede se possono riporgli la giacca…. Parliamone), stacca l’APU e si dà da fare per la messa in moto.
Il briefing viene fatto durante il rullaggio con gli assistenti di volo che lo snocciolano come una coroncina del rosario recitata a mo’ di mitraglietta: tanto le indicazioni a prova di scemo si trovano sul sedile di fronte a te, ben appiccicate.
Il salvagente – che dovrebbe servire in caso di emergenza – è curiosamente ubicato sopra la poltrona, vicino alle mascherine: indubbiamente un posto inusuale quanto scomodo ma che deve aver fatto risparmiare parecchi soldi al buon Micheal O’Leary , soldi coi quali si sarà poi concesso qualche pubblicità di dubbio gusto in cui un presunto “papi” di 50 anni di origini irlandesi (chi sarà?) posa in costume con la sua corporatura da baleniera assieme a modelle di varia provenienza.
La processione al bagno è uno dei classici irrinunciabili anche se Ryanair che tanto parla parla, dovrebbe provvedere a manutenere anche i bagni giacchè gli sportelli non sono fissati e per urinare devi tenere l’asse con la mano onde evitare evirazioni violente.
Gli A/V incredibilmente parlano tutti italiano e un buon inglese. A stupire è il fatto che siano tutti siciliani: che ci sia una sorta di federalismo al contrario?
Veniamo al menu’ di bordo: qui tutto si paga, e si paga anche profumatamente. La rivista di bordo, distribuita dagli assistenti di volo , presenta un menu’ colorato ed accattivante perché la vista di insieme è certamente piacevole e per molti versi invoglia a farsi tentare. Più di tutto però va riconosciuto che in Ryanair sanno ridere di loro stessi e fare battute sulla loro spilorceria… Oltre al prezziario e alle immagini non mancano i riferimenti nei titoli e nelle note:
FRESH & HOT FOOD – Saved a fortune on your fare? Treat yourself to something delicious
MEAL DEAL – Don’t worry – there’s no fuel surcharge
SAVOURY SNACKS – free printed receipt with every purchase!
SWEET SNACKS – great for scoffing if you’ve been separated from your friend
SOFT DRINK & JUICES – because the toilets are still free!
Tutto vero no? Resta solo da capire se un cheeseburger a 5,00 Euro sia un buon prezzo.
I passeggeri a bordo? Metà dormono a bocca aperta che potresti giocare a canestro con dei pop-corn. Un 20% ha a malapena compreso che siamo decollati. Gli altri si salvano. Parliamo poi di quelle che vanno in bagno senza chiudersi dentro e poi arriva un altro che ignaro spalanca ed oltre al truce spettacolo si becca gli insulti: “ma come si permette?” “guardi signora mi creda l’ultimo dei miei desideri era vederla in quella posizione”….
E la puntualità? Gli A/V sono totalmente inutili … sanno solo ripetere che il volo dura X ore e Y minuti, come da schedulato…. Non si potrebbe spiegar loro come funziona il mondo e che lo schedulato non è l’effettivo e l’effettivo può ridursi o dilatarsi?
Trentacinque minuti di ritardo con un atterraggio pesante che più pesante non si può è davvero troppo! Bocciati, senza se e senza ma (visto che comunque il biglietto non è costato 10 euro!
Confermo l’impressione di G. Massari. Italiani, lasciate stare, non fa per voi. Troppa gente imbranata che non sa dove andare e cosa fare. Troppa gente che si aspetta troppo.

4 risposte a “Ryanair, la puntualità e i racconti di viaggio

  1. sono d’accordo su tutto tranne che sugli assistenti di volo. Mi fanno una gran tenerezza, sono i veri sfruttati del business del diabolico O’Leary! pensa vivere quel che hai raccontato e lavorandoci tutti i giorni, con orari impossibili, stipendio da fame e stop over in camere doppie o triple in posti luridi vicino agli aeroporti, stanze che raggiungono a piedi con qualunque stagione (perche non hanno certo il transfer!)…quindi io applaudo loro che poveri non trovando altro di meglio devono vivere quell’inferno! e si..ci sono molti meridionali, polacchi, ciprioti, greci…tutti ragazzi volenterosi che hanno addirittura pagato per il corso e senza un contratto sindacale. Rayan fa favvero merda, l’unica cosa che ammiro sono loro! spero che un giorno si mettano tutti d’accordo che atterrino il caro Micheal e possano riprendersi la loro dignita’…ma non succedera’ mai perche’ hanno tutti paura di perdere il lavoro…

  2. concordo sulla posizione dei poveretti che lavorano per Ryanair, mi fanno una gran pena; detto questo, sono italiana, travel wise come si dice e trovo che Ryanair sia una compagnia pessima, che bisognerebbe evitare. low cost non fa rima con maleducazione, e infatti, guarda caso, se ne sta accorgendo anche O’ Leary.
    ps la giacca su Singapore Airlines te l’appendono ancora, anche in economy.

    • ciao grimilde,
      grazie per la visita e per il commento.
      Debbo dire che da passeggero esperto di Singapore Airlines, con me sfondi una porta non aperta… spalancata!!!!

      Purtroppo sembra che il mondo aviatorio tenda più a standardizzarsi verso il modello Ryanair con un interesse al ribasso per il concetto di servizio e di ospitalità.

      Grazie davvero per il tuo contributo. Spero di leggerti presto in futuro.

      WF

  3. La filosofia mi sembra semplice: Ryanair, ma anche easyJet, Transavia, Wizzair o chi per loro, ti portano da A a B. Punto. Il resto te lo paghi.
    Alitalia, British, Lufthansa, eccetera,. essendo “compagnie di bandiera” non si limitano a portarti da un aeroporto all’altro, ma ti “coccolano” con i loro servizi aggiuntivi.
    Se vuoi i servizi che ti da una compagnia tradizionale, allora non prendi una low-cost. E’ come pretendere di comprare una Fiat ed avere la qualità di una BMW.

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