La “Privastatalizzazione” di Alitalia (VII)

Alle volte c’è veramente da non credere ai propri occhi, e si commette un grave errore, perchè è proprio a questi che bisogna affidarsi. Sul sito de “Il Sole 24 ore” c’è oggi un’intervista all'(ex) presidente di Alitalia, Roberto Colaninno, che lascia a dir poco di stucco. Ecco alcuni passaggi:

d: Siete partiti con un’azienda priva di debito e con rotte redditizie e protette, come il Roma-Milano. Come avete fatto a perdere soldi, bruciare la liquidità e tornare sostanzialmente alla situazione del 2008? 
r: [omissis] Sa che cosa mi ha detto l’amministratore delegato di una grande compagnia aerea internazionale? «Ma voi come fate a non guadagnare?

Giusto per capire…. serviva un A.D. di una grande compagnia internazionale per fare questa domanda? E questo lo abbiamo pure pagato noi?

d: Può essere più specifico? È più alta la responsabilità dei soci o quella del management?
r: Se partiamo dal presupposto che esiste una differenza sostanziale tra il numero di passeggeri trasportati da Alitalia e il suo bacino potenziale di mercato [omissis]

Io ero rimasto che a novembre c’è la “fiera del bianco” all’Esselunga o la “fiera del levante” a Bari : mi accorgo che c’è pure la fiera del qualunquismo… mi pare ovvio che i pax trasportati di un vettore non corrispondano mai al bacino potenziale di mercato, no?

d: Può essere più specifico? È più alta la responsabilità dei soci o quella del management?
r: [omissis] In questo senso, abbiamo forse mancato di visione anche nella scelta dell’amministratore delegato più idoneo per il rilancio della compagnia [omissis]

Un errorino veniale oserei dire, quasi microscopico, no? scegliere l’A.D. giusto è una delle cose superflue quando avvii una società!!! E lo dice pure con un incredibile candore, come se ci stesse rivelando una cosa altrimenti difficile da intuire!!!

d: Può essere più specifico? È più alta la responsabilità dei soci o quella del management?
r: [omissis] Sabelli si è concentrato nella generazione dei ricavi collaterali al servizio aereo con ottimi risultati, ma poi ci siamo resi conto che la vera criticità riguardava il core business, cioè rotte e destinazioni. [omissis]

Ma si può sentire una cosa simile? l’hai tenuto 3 anni e passa e ti accorgi solo dopo che Sabelli in realtà non aveva compreso al 100% quale fosse il core business da implementare? Ma ce la fa il Sig. Colaninno?

d: Può essere più specifico? È più alta la responsabilità dei soci o quella del management?
r: [omissis]La svolta non è arrivata neppure con Ragnetti, ma a quel punto la situazione del gruppo era già critica [omissis]

Di solito se continui a sbagliare la persona su cui puntare, forse sei tu quello da cambiare, perchè non sai scegliere? Perchè non esplorare questa intrigante e nuova via interpretativa? 2 su 2 è un dato di tutto rispetto!!!

d: Può essere più specifico? È più alta la responsabilità dei soci o quella del management?
r: [omissis]È bene ricordare, però, che rispetto alla vecchia Alitalia la nostra ha problemi diversi: allora affondava sui costi, oggi non ha abbastanza ricavi.

Se lo dice lui che è bene ricordarlo, facciamolo pure.  Secondo me sarebbe più utile ricordare che “che fui che foi, la compagnia affonda comunque!”.
Dice il saggio “conta poco se non ho di che mangiare perchè brucio i miei soldi in cavolate o se non li ho perchè non ho un lavoro. La fame continuerò comunque ad averla!
Anzi, trovo più grave che la nuova Alitalia, ripulita dai debiti e dai rami secchi non faccia utile, rispetto alla vecchia, che sì perdeva soldi ma portandosi dietro un onerosissimo fardello.

d: Quindi, soci assolti?
r: [omissis]E comunque tutti dovrebbero ricordare che i soci di Cai hanno investito più di un miliardo di propria tasca.[omissis]

Io lo metterei pure in lista per la beatitudine… Perchè non ricordiamo che loro hanno messo un miliardo ed è stato dato loro un gioiellino, mentre noi ci siamo sciroppati la bad company con il povero Augusto Fantozzi che non sapeva da che parti girarsi? Senza contare i tornaconti indiretti del loro investimento!!!

d: Quindi, soci assolti?
r: [omissis] Il nostro errore più grande, forse il mio errore più grande, è stato quello di aver sopravvalutato la potenzialità della compagnia emersa dalla privatizzazione del 2008. Noi credevamo che la ristrutturazione avviata con la cessione a Cai avrebbe cambiato il Dna di Alitalia in poco tempo, trasformandola in quattro anni in una compagnia snella e redditizia. [omissis]

Mancano solo Qui, quo , qua e Pico de’ Paperis… forse essere esperti del settore era un pre-requisito imprescindibile, no?

d: Quindi, soci assolti?
r: [omissis]noi riteniamo che il 2016 sarà l’anno del pareggio dei conti di Alitalia.[omissis]

Io – con molta modestia – ritengo che questa sia l’ennesima, enorme, fantasmagorica idiozia, con il dovuto rispetto sia chiaro!

d: Quindi, soci assolti?
r: [omissis] Oggi sono le dimensioni che contano[omissis]

Non vorrei sbagliarmi ma questa frase credo sia già stata detta e in ambiti decisamente più calzanti!!!!!

d: Quindi, soci assolti?
r: [omissis] le low cost, il cui modello di business è molto più in difficoltà di quanto molti pensano[omissis]

Da professionista esperto del settore potrebbe magari candidarsi come CEO di un LCC. Dopo questa risposta è riuscito a farmi diventare simpatico anche Micheal O’Leary

d: Come si sceglie il partner ideale?
r: In questo momento Alitalia non ha la forza per fare una acquisizione. Dobbiamo quindi trattare fino allo stremo per valorizzare in sede negoziale le nostre qualità e difendere il nostro ruolo.

Credo che la parafrasi esatta sia : mendicare che qualcuno li compri!

d: Quando è suonato l’allarme sull’emergenza finanziaria di Alitalia lo Stato non si è tirato indietro.
r: Premesso che la scelta l’ha fatta il Governo, e che comunque sono stato rassicurato dai nostri legali sul fatto che non si tratta di aiuti di Stato [omissis]

Ecco, il suo rassicuratore ha verificato che un “organuccio” di secondo piano quale l’Unione Europea lo consideri analogamente? Perchè, viste le sue precedenti granitiche certezza io nutrirei più di qualche dubbio sui suoi rassicuratori.

d: poi si è deciso di far scendere in campo le Poste. Lei che ne pensa?
r: [omissis] con le Poste c’è un’opportunità di business da non sottovalutare: la rete dei loro 30mila sportelli. Noi siamo felicissimi del lavoro svolto dalla rete di agenzie di viaggi, ma avere in futuro un alleato che ogni giorno è vicino a milioni di italiani potrebbe rappresentare un bel vantaggio.

Hello???? Pronto??? Siamo nel 2013… la rete di cui parla il mondo non è quella degli sportelli postamat…. è quella di internet!!!! Io già mi immagino il classico dipendente delle poste che smanetta su Sabre bestemmiando, mentre compila una raccomandata con prova di consegna! Dai, siamo seri!

d: Manca solo una sua risposta su Air France per chiudere: che cosa succede se i francesi sottoscrivono o non sottoscrivono l’aumento? Chi comanderà in Alitalia? 
[omissis] Le azioni, a quel punto, potranno essere comprate da chiunque… Dai francesi, dai cinesi, dai russi… da chiunque è in grado di capire che razza di affare si trova davanti.

Traduzione: NESSUNO. 

3 risposte a “La “Privastatalizzazione” di Alitalia (VII)

  1. Non ho parole… Anzi si due … MA VAXXXXXXLO!!!!

  2. … eh sì, ho proprio voglia di farmi un’oretta di coda per comprare un biglietto aereo alle poste
    E dopo quell’oretta di coda potrò finalmente chiedere consigli ad una povera dipendente esperta anche in francobolli, conti correnti, raccomandate, bollettini, pacchi, ecc

  3. Pingback: Alitalia e la conquista del mondo: il volo per Comiso! | FlyerZ Blog

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