A proposito del volo MH370

Personalmente non ho trattato l’argomento della scomparsa del volo Malaysia Airlines MH370, che risulta disperso dall’8 marzo ( a proposito, per tutti i giornalisti: di cosa della Malesia, si dice “malese“, non “malesiano”!!!), pur tuttavia tutta questa faccenda – triste e tragica – ha portato all’attenzione dei più alcuni interessanti punti.

1) Nonostante il massiccio impiego di persone e mezzi alla ricerca del B777 Malaysia scomparso, appare non così difficile per un aeromobile – pure di enormi dimensioni – svanire nel nulla, apparentemente senza troppe difficoltà. L’enorme utilizzo di tecnologia avanzata, dei servizi e dei dispositivi di localizzazione sembrano non riscuotere alcun successo.

Abbondano le teorie: dall’aereo fantasma in scia al volo Singapore Airlines 68, passando per l’esplosione in volo, fino all’atterraggio su una spiaggia delle isole dell’oceano indiano.

2) L’oceano indiano è profondo ed è enorme: considerato il più piccolino dei tre, in realtà è vastissimo con ampie zone sperdute e difficilmente raggiungibili. La profondità raggiunge quasi i 7500 metri, pari a oltre 32 volte l’altezza della Torre Unicredit di Milano.

3) La morte cerebrale interviene facilmente sopra i 45000 piedi. Le maschere per l’ossigeno fornite sugli aeromobili sono in grado di fornire aria respirabile ai passeggeri per un lasso di tempo che varia tre 10 e 15 minuti, tempo di solito più che sufficiente per tornare ad un’altitudine accettabile.

4) Due dei passeggeri viaggiavano con passaporti rubati – uno austriaco e uno italiano. Dopo l’11 settembre 2001, l’interpol ha creato un database dei passaporti persi o derubati in cui sono censiti qualcosa come 40 milioni di documenti. E’ triste rilevare che solo Emirati Arabi, Stati Uniti, Inghilterra, Francia e Svizzera effettuino controlli sistematici.

5) Non ci si è risparmiati nella ricerca delle scatole nere (di fatto arancioni), costituite dal CVR (cockpit voice recorder) e dal FDR (Flight data recorder). Le loro dimensioni sono inferiori a quelle di un forno a microonde. Il tempo utile per ritrovarle scorre inesorabile, giacchè dei 30 giorni utili, durante i quali le scatole trasmettono i loro vitali “ping” rilevabili al sonar, più della metà sono già trascorsi.  C’è di buono che anche dopo la fine dei ping, le batterie delle scatole nere durano per anni, mantenendo salvi i dati in essi contenuti.

6) Il FDR potrebbe spiegare le ultime 25 ore di attività dell’aereo, dalle performance dei motori a tutte le operazioni effettuate a bordo, mentre il CVR rivelerebbe tutti i suoni in cabina.

7) Il Ping sia dell’FDR che del CVR funzionano da una profondità di 20000 piedi, per un raggio di circa 2 miglia nautiche (compatibilmente con le condizioni meteo). Il segnale viene intercettato con un sonar in superficie o filando un trasduttore in acqua. Maggiore è la profondità del mare, più difficile è il rilevamento.

8) Quanti sono gli aeroporti nel mondo? 41.821. Chi l’avrebbe detto? 129 sono in Italia.

9) Il KLIA, Kuala Lumpur Int’l Airport è il 28^ aeroporto del mondo, con 37 milioni di passeggeri all’anno. Poco meno della metà del principale aeroporto, Atlanta. Incidentalmente, il secondo aeroporto in questa classifica è l’aeroporto di Beijing Capital, destinazione del famigerato MH370.

10) Volare rimane comunque uno dei mezzi di trasporti più sicuri. A solo fine statistico, un passeggero – per incappare in un incidente mortale – dovrebbe prendere un volo al giorno per circa 10000 anni.

11) Stando al The European Transport Safety Council (ETSC) il 90% degli incidenti aerei non comportano vittime.

12) Il posto migliore per massimizzare le possibilità di fuga e sopravvivenza in caso di incidente aereo è sedere nel retro di un aereo. Secondo uno studio, chi si siede dietro ha il 40% di possibilità in più di sopravvivere, rispetto a coloro seduti nelle prime file. Eviterei di verificare l’affidabilità dello studio in questione.

 13) Il luogo delle ricerche è in una delle aree più remote ed inospitali del pianeta, in una zona dell’Oceano Indiano tra Australia e l’Antartide chiamata i “quaranta ruggenti” a causa dei taglienti venti da occidente e del mare perennemente agitato. Sebbene si sia spesso detto “vicino all’Australia”, la zona di ricerca è circa 1500 miglia a sud ovest dell’Australia. Per capirci: Milano e Mosca – in Russia – sono più vicine!

14) Le correnti oceaniche nell’oceano indiano, in prossimità dell’equatore, sono di 1/2 nodi. Un oggetto galleggiante alla deriva si sposta ogni giorno dalle 26 alle 52 miglia. In due settimane, la distanza supera le 700 miglia. Fortunatamente, allontanandosi dall’equatore la corrente diminuisce a circa mezzo nodo.

15) Un B777-200, come quello del volo MH730, è lungo circa 63 metri e per atterrare necessità di una pista di circa 4000 piedi. Diversamente ne occorre una assai più lunga per il decollo.

16) Molti piloti usano simulatori di volo, assemblati caserecciamente nelle loro abitazioni: si passa da semplici software su personal computer acquistabili sul web a pochi euro, a simulatori di ultima generazione per piloti professionisti, il cui prezzo raggiunge le migliaia di euro. Sfortunatamente per loro le ore al simulatore di casa non contano per il monte-ore di esperienza.

Cosa avete imparato voi da questa  – brutta – esperienza?

13 risposte a “A proposito del volo MH370

  1. Grazie per questo bel post anche se purtroppo l’argomento e’ molto triste, soprattutto per chi come noi prende aerei tutte le settimane. Gli incidenti aerei posso accadere ma sono molte le cose che devono andare storte contemporaneamente (o quasi) per farlo precipitare. Pero’ qui parliamo al 99% di un dirottamento, di un pilota folle che per motivi ancora sconosciuti ha deciso di portare tutti “all’inferno” con lui. Secondo me prima li ha uccisi tutti con l’altitudine, poi ha proseguito per una rotta lontana dai radar con l’intenzione di far sparire l’aereo per sempre…Davanti questo, alla follia umana, non si può fare nulla. Non esistono sistemi preventivi. E’ stato un atto terroristico, come una bomba in una stazione, non lo definirei quindi un incidente aereo ma una strage di innocenti avvenuta ad alta quota! ogni giorno nel mondo ne avvengono (anche al livello del mare) e non sempre i giornali ne parlano. Per rispondere alla tua domanda: cosa ho imparato da questa brutta esperienza? che quando la tua vita si incrocia con quella di un folle, ovunque tu sia (aereo, macchina, moto, a piedi, rapina, tutto…)…quel folle può portartela via!

    • Ciao Franco,
      grazie per la visita ed il messaggio.
      In parte io e te ne avevamo parlato di persona del volo MH370… io non sono ancora così certo di come siano andate le cose: di sicuro la tua teoria è assai plausibile.

      Un caro saluto e a presto
      WF

  2. Brutta storia. Anch’io ho fatto le mie ipotesi, ma finche’ non ritroveranno le scatole nere sara’ praticamente impossibile ricostruire l’accaduto. Concordo con tutto cio’ che dici, e indubbiamente questo incidente (se vogliamo chiamarlo cosi’), sara’ una pietra miliare su cui basare, nel prossimo futuro, gli ulteriori passi in avanti che si dovranno fare in termini di sicurezza.

  3. La domanda che mi faccio è: perché dopo che MH370 ha smesso di rispondere alle chiamate dei controllori ed ha deviato dalla rotta non sono stati fatti decollare dei caccia per intercettarlo? (

    • Stefano,
      premesso che il punto di sparizione era ai confini tra due diverse aree e ciò ha generato confusione, quanto al resto, non credo sia così semplice intercettare un aereo che spegne i trasponder…. tuttora non si sa dove sia…
      WF

      • OK, intercettare un aereo non è facile e l’11/09 ce lo ha drammaticamente confermato. Però MH370 è rimasto in volo per più di 7 ore dopo la deviazione dalla sua rotta…possibile che nessuno abbia notato un aereo che non avrebbe dovuto essere lì?

        • Stefano…. con il trasponder spento…
          Tra l’altro se è finito dove si pensa, non è neppure in una zona molto coperta da radar et similia…..

          A presto
          WF

          • Infatti, come ho detto, intercettare un aereo non è facile…Ma, al di là della mancata intercettazione (come dici tu, ci può stare, e l’11 settembre non è stato certo l’unico caso), la cosa che mi ha stupito è che nessuno lo abbia visto anche solo passare…che so, una nave che abbia visto un aereo volare troppo basso o in una zona di mare in cui di solito non passano aerei, o un altro aereo che abbia avvistato un B777 malese dove non dovrebbe essercene, cose così insomma…

    • Concordo con WF. Poi, puo’ anche essere che un paio di caccia siano andati a dare un’occhiata, ma questo difficilmente ce lo diranno.

      • Ciao Tuttoqua,
        grazie per la visita ed il commento: personalmente penso che non l’abbiano fatto principalmente perchè non avevano idea di dove cercarlo…

        Grazie per il tuo contributo.
        A presto
        WF

  4. quali sono gli ultimi aggiornamenti qui che non se ne sente piu parlare?

    • Ciao Franco, sinceramente sono rimasto indietro anche io… sono stati ritrovati ulteriori pezzi che sembra appartengano al velivolo lungo le coste del Mozambico (?)…
      WF

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