Modernità e protezionismo: l’italia dei cieli.

Stando ad un interessante articolo comparso sul Wall Street Journal, la querelle sui voli Emirates tra Milano e New York non pare avere fine dopo che un tribunale italiano si è espresso contro l’operatività degli stessi.

Sebbene ora Emirates operi voli diretti tra Milano e New York, ciò non sarebbe possibile tecnicamente in quanto il vettore dovrebbe essere basato in Italia o negli Stati Uniti per poter operare la rotta.

A deciderlo è un tribunale amministrativo di Roma, in risposta a un ricordo avanzato da Assaereo, un’associazione che rappresenta Alitalia e gli altri vettori italiani.

Emirates sarebbe già pronta ad opporsi alla sentenza, ma il vero punto è capire se la compagnia nel mentre sarà costretta a sospendere i voli (che per la verità -benchè commercializzati a prezzi davvero interessanti – sono poi piuttosto vuoti).

Immediato il commento di altri soggetti interessati alla faccenda: tra i soddisfatti Delta che accoglie favorevolmente la decisione del TAR del Lazio secondo cui l’ENAC avrebbe autorizzato i voli Emirates impropriamente. Stando alla compagnia, la decisione del TAR chiarisce che un vettore basato negli emirati arabi non è autorizzato ad operare la rotta (chissà se in caso di accordo Alitalia – Etihad useranno la stessa misura?).

Cosa ne pensate? a Vs. giudizio Emirates dovrebbe o non dovrebbe avere il diritto di operare la rotta?

Personalmente ritengo che ogni forma di concorrenza, purchè non sleale, faccia solo bene al mercato e rappresenti un plus-valore con i clienti. Senza contare che la concorrenza serve anche a premiare le compagnie che sanno stare in un mercato libero, falciando invece chi non è in grado di sopravvivere (i riferimenti sono puramente casuali)… c’è invece chi preferisce rimanere ancorato a retaggi anacronistici dal sano profumo di protezionismo.

11 risposte a “Modernità e protezionismo: l’italia dei cieli.

  1. Ciao,
    Il problema, a mio avviso, non è tanto il fatto di cosa è piu sensato o di cosa è megio per il mercato, per i consumatori,ecc…il problema è che c’è una normativa (giusta o sbagliata che sia) e bisogna rispettarla.

    • Ciao Antonio,
      grazie intanto per visita e commento.

      Per quanto io sia d’accordo che le regole vanno rispettate, ritengo che un paese moderno debba aggiornare le proprie regole. In questo senso in Italia siamo rimasti molto molto indietro. Anche perchè non c’è così tanta “sovracapacità” sulla rotta. Senza contare che a Singapore Airlines erano stati concessi detti diritti…. ora o le regole valgon per tutti o per nessuno (e penso che dal mio blog si veda la benevolenza che nutro per SQ).

      Senza contare che a me piacerebbe capire perchè Assoaereo si agita tanto: con la sola eccezione di AZ nessuno opera la rotta. Quanto ad AZ, ribadisco… sarebbe meglio si preoccupasse del suo hub, Fiumicino.
      Che ne pensi?

      A presto WF

      • Dal mio punto di vista, con ordine:

        1- Bhè, Assoaereo= Alitalia, non mi stupisco…essendoci parecchio in ballo, mi stupirei del contrario. Che poi la sfida non è Assoaero-EK ma AZ-Sea.

        2-Riguardo Fiumicino io, ma credo tutti, la pensiamo come te ma tanto è tempo perso. Gli unici che lo dovevano capire ancora non ci arrivano.

        3- Secondo me, infatti, le regola valgono per tutti e quei diritti ENAC non doveva darli a nessuno se questa era la linea. Questo non perchè io sia schierato da una o dall’altra parte, ma perchè è un regolamento (Concedendoli, di nuovo, sbagliano due volte). Poi, c’è da dire che la legislazione in questo contesto è parecchio confusa, manipolabile e soggettiva da stato a stato. Dovrebbero fare chiarezza in generale.

        4- Io non la farei cosi facile sul fronte “Liberalizziamo tutto”. La storia ha dato esempi di risultati positivi sia con l’uno che con l’altro sistema. E’ un trade-off difficile, la soluzione migliore varia da caso a caso. Io non so dirti quale sia la migliore, ma forse in questo contesto e in Italia ti do ragione, andrebbero riviste le leggi.

        5- Non mi ricordo dove, ma ho sentito dare questa definizione riguardo alla situazione attuale nazionale: “Stupido Corporativismo per coprire le debolezze strutturali e la incapacita’ a competere, e protezionismo monopolista per far sopravvivere aziende decotte e infarcite di un eccesso di dirigenti poco facenti e dagli stipendi imbarazzanti se calibrati sui risultati.”
        Non credo esista definizione piu adatta.

  2. Credo solo che senza COA italiano non possa a livello legale… Poi se arrivassero delucidamenti in merito sarebbero apprezzati. Comunque mi spiace dirlo ma … In fondo siamo diventati uno stato appetibile in aviazione conmerciale e quindi chi ha il cash ora lo investe qui (vedi combriccola araba..)

    • Giulietta buon pomeriggio,
      grazie per la visita ed il messaggio.

      Concordo sull’analisi finale: terra di opportunità e conquista. Si tratta di sapersi vendere.
      Temo peraltro che Emirates non stia avendo il successo sperato nell’operare la rotta.

      A preso
      WF

  3. Pingback: Modernità e protezionismo (II) reloaded | FlyerZ Blog

  4. Ciao,
    io sono d’accordo a liberalizzare ma con reciprocità: se una compagnia europea volesse fare la stessa cosa (ad esempio AF o LH: Parigi/Monaco – Dubai – Sidney) la farebbero fare gli Emrati?

    • Ciao Massimiliano,
      grazie per la visita ed il commento.

      Sono d’accordissimo sulla tua analisi. Va anche sottolineato che in molte situazioni a parte inverse l’esperimento si è rivelato un fallimento. Penso ad esempio a British Airways sulle tratte Asia-Australia…
      Attualmente l’unica a sopravvivere, lo fa a fatica e più per blasone che per vero ritorno economico.

      E’ comunque certo che se liberalizzazione deve essere, lo deve essere per tutti.

      A presto
      WF

  5. Pingback: Modernità e protezionismo (III) : l’italia dei cieli | FlyerZ Blog

  6. Non capisco perchè ci si stupisca tanto che una compagnia degli Emirati voli tra Milano e New York, quando ogni giorno una compagnia irlandese ed una inglese collegano pressoché tutta Europa…

    • Ciao Stefano,
      anche io non ci troverei nulla di strano… ma la legge prevede che per i collegamenti transatlantici, salvo precise deroghe, debbano essere effettuate da vettori americani o comunitari, dove comunitario significa controllate al 50%+1 da società basate in europa….
      Protezionismo e modernità…

      Grazie come sempre per le interessanti questioni proposte.
      A presto
      WF

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