Come perdere una coincidenza

Dopo svariati post dedicati alla Deltitudine, FlyerZ blog si concentra oggi su altri fuoriclasse del panorama aeronautico commerciale, dedicando una pagina a dir poco oscena alle capacita’ della SEA, l’ente che gestisce l’aeroporto di Malpensa, abilmente supportata dalla nostrana compagnia Alitalia.

Tutto inizia una sera a New York Jfk, a bordo del volo AZ 605, un volo pieno come tanti. Il comandante, dall’affettata “r” moscia, ci informa fin da subito che siamo numero 15 in sequenza di decollo e pertanto il nostro arrivo a Malpensa avverra’ in ritardo. Per quasi tutti, ciò si traduce in un semplice fastidio, ma per me puo’ essere piu’ impattante perche’ rischio di perdere la coincidenza con l’AZ1019 per Roma Fiumicino, che parte alle 11.55.

Mentre ormai sorvoliamo l’Engadina appare evidente che possibilita’ di arrivare in orario alle 10.40 non ce ne sono. Le nostre aspettative sono per le 11.10. Complice un volo in fase di rullaggio, l’arrivo al finger e’ procrastinato, e soltanto alle 11.14 vengono aperte le porte.
La proattiva FlyerZ lettrice Paola mi segnala a mezzo whatsapp il nuovo gate e – date le circostanze – ritengo di potercela fare.
Sceso dalla porta, nel finger una hostess della SEA davvero insignificante mostra un cartello con scritto “AZ 1019 ROME”.
Mi identifico e lei mi dice di aspettare, perche’ siamo in tutto 4.
La faccenda mi rassicura perche’, quando ti scortano, di solito – di solito – sono piuttosto ben organizzati.
Lentamente si uniscono a noi una coppia di americani ed una coppia di russi.
Basterebbe appellarsi alla piu’ basilare aritmetica, senza scomodare Talete o Euclide, per capire che qualcosa non torna, ma ancor piu’ per comprendere che siamo nelle mani di una babbozza.
Tacchetto 8 ingranato e borsa da pseudofiga all’avambraccio, prende e parte: intrepidi la seguiamo.
D’un tratto, a metà del terminal, a seguito del brusco risveglio di una sinapsi, si volta e dice “ma dovremmo essere 4! Non 5!!”…. GIURA??????


Rinfrancata dalla consapevolezza che la matematica non e’ un’opinione, procede all’appello nominale per scoprire che la coppia di russi, benche’ effettivamente in transito sul ns. stesso volo, non e’ nella sua lista. Dopo aver deciso subitaneamente di mandarli al massacro al nastro bagagli, e mentre gli altri passeggeri sfilano, e’ perplessa poiché non sa cosa fare e cerca di chiamare non si sa bene chi.
Sommessamente suggerisco che se tira fuori nuovamente il cartello c’e’ la concreta speranza che il passeggero mancante lo veda e si avvicini… nella mia idea c’era che lei reggesse il cartello: nella sua testa, invece, la hostess mi passa il foglio chiedendomi di tenerlo bene in vista, fatto che suscita un sorriso compassionevole nei miei confronti da parte degli americani.
Ma questa qui dove l’hanno presa? Lo sa che tenere il cartello e’ il suo lavoro e non il mio???
Casualmente, in pochi secondi si fa avanti un canadese ed effettuata una accurata (ohhhhh) verifica di nominativi e documenti, partiamo alla volta del gate A12.
In un paese normale, dotato di un aeroporto civile con dello staff preparato, ci si aspetterebbe che questa transumanza avvenga rapida e senza intoppi ma che soprattutto la hostess conosca la strada da percorrere!!
Ma qui siamo in Italia, alla Malpensa e abbiamo a che fare con la SEA e quindi non v’e’ limite al peggio.
Percorso un lungo salone, la segnaletica – sebbene non entusiasmante – e’ comunque chiara e non lascia adito a dubbi: a destra per I transiti verso I gate A e B, a sinistra per il ritiro bagagli. La hostess come un proiettile si incanala a sinistra, costringendomi ad avanzare una tiepida osservazione, sostenendo che forse dovevamo andare a destra. La risposta mi sfianca ‘io non so la strada, ma mi hanno detto che dobbiamo andare a sinistra!’…. e se gliel’hanno detto, non e’ che uno legge e ragiona… no, no avanti tutta.
Raggiungiamo finalmente l’immigrazione dove i passeggeri si dividono in due robusti flussi, quello dei passaporti europei e quello dei passaporti extracomunitari. Mi dirigo verso il varco EU, mentre la hostess scorta gli altri 3 nell’altra corsia…. sfortunatamente nessuno scorta i neuroni della hostess in rimessa.
La poliziotta scansiona il mio passaporto e mi dá il benvenuto. Quindi passo oltre e mi fermo ad attendere il plotoncino all’altro varco che e’ ancora in coda.

Dopo qualche minuto, la donna aneuronica si sbraccia e mi fa segni strani: mi fa cenno che devo tornare perche’ abbiamo sbagliato strada! MADDAI??? Ma davvero? Non l’avrei mai detto.
Mentre mi dice ‘venga venga’, prima ancora che mi avvicini alla garitta, il poliziotto la guarda con una faccia del tipo ‘ma ti sei bevuta la materia???’, quindi alza il dito e con fare maramaldesco lo sventola per dire che non se ne parla. Mentre il canadese e gli americani sogghignano, ampiamente intrattenuti dal siparietto, sotto gli occhi increduli della gente in coda, il poliziotto domanda alla hostess le sue intenzioni… ‘siamo in ritardo e il signore – io, Ndr – deve tornare indietro’; risposta: ‘signorina, ma lei sa che questo e’ un posto di frontiera??’.
La hostess frastornata cerca di spiegare che essendo idiota tutto le deve essere concesso. Di contro, il poliziotto – giustamente incaxxato quanto basta – ribatte che io ormai – avendo superato il checkpoint – sono entrato in Italia e non posso tornare indietro come se nulla fosse, diffidandomi dal farlo.
Deferentemente, chiedo se c’e’ un sistema per risolvere visto che io mi sono solo attenuto alle istruzioni dell’ebete. Il poliziotto si avvia verso il supervisore e solo dopo qualche minuto – in via del tutto eccezionale e previa perquisa – mi autorizza a tornare indietro.
Ripartiamo quindi a ritroso, mentre l’americana mi dice ‘non sembra molto sveglia, e’ poco preparata’… parole sante.
Tornati al bivio incriminato, dirigiamo ora nella direzione giusta appropinquandoci ai controlli di sicurezza.
Nuovo giro, nuove emozioni: la hostess – credendo forse di essere il boss dei boss ci intima di andare attraverso la macchina a raggi x senza toglierci tutte le cose “perche’ siamo in ritardo” e immediatamente per lei e’ alle porte una nuova umiliazione da parte dello staff. ‘non ci interessa nulla se siete in ritardo, I controlli vanno fatti bene!’
All’alba delle 11 42 raggiungiamo il punto di frontiera airside (quello giusto) e finalmente tutti entriamo nella zona schengen.
Ma la traversata e’ ancora lunga. In prossimita’ di una nuova biforcazione la scema si dirige verso I gate B ma questa volta non sono più disposto a seguire le sue nefandezze; perentorio le chiedo se posso guidare io, visto che pare inesperta.
Gli americani si complimentato e ringraziano il cielo, quindi mentre detto il passo ci avviamo ora svelti verso il gate.
A sorpresa, mentre siamo su un tapis-roulant, la hostess si trasforma in Cicerone e cerca di spiegare come e’ fatto il terminal, nella speranza di giustificare la sua palese impreparazione.
Per un istante sono tentato di dirle “ma lei lo sa chi sono io???”… Poi soprassiedo perche’ ho sempre odiato chi fa cosi….
Lei viene a spiegare a ME come e’ fatto questo aeroporto!?!?!?!? No, ma non ci siamo proprio!!!
Arriviamo al gate dove la hostess Alitalia gia’ ci aveva dato per dispersi e aveva chiuso il volo. Supplicando si attiva per riagganciare il finger domandando “ma dove siete finiti?”… silenzio…
Saliamo a bordo dove l’ultima cocente umiliazione ci aspetta: sono infatti già seduti 3 aa/vv del volo JFK-MXP che, sbarcati molto dopo di noi, sono arrivati molto prima… veramente degradante.

2 risposte a “Come perdere una coincidenza

  1. Ma bisogna davvero commentare?!? Dire incompetenti non credo sia giusto…. Sembra un libro di barzellette…🙂

  2. Ciao Maurizio,
    grazie per la visita ed il commento.

    A presto
    WF

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