Il piacere (!) del brivido natalizio

Era tanto che non scrivevo sul blog ma questa e’ l’occasione giusta per tornare a farlo.

Ieri, vigilia di Natale, ho sperimentato il brivido dell’adrenalina pura e – da un certo punto di vista – della paura.

Dopo essere arrivato a Parig CDG nel tardo pomeriggio ogni cosa era pronta – si fa per dire – per il mio volo Air France a destinazione Copenaghen.

Parigi CDG, come tutti gli aeroporti alla Vigilia di Natale e’ semi-deserta: i ritardi, le congestion sembrano ricordi lontani.

Il ns. volo AF 1350 e’ pronto al gate F54, siamo proprio pochi intimi, o forse pochi pazzi, a volare la sera di natale. A bordo, il comandante, uomo sulla 50ina, si perde in convenevoli e battute a sfondo festivo, chiedendo se c’e’ un passeggero disponibile per il ruolo di Santa Claus.

In Business non c’e’ neanche un passeggero ed in economy saremo una 40ina a far tanto. Puntuali come la scadenza dell’IMU, muoviamo dal parcheggio e ci dirigiamo verso la pista di decollo. Il comandante all’interfono annuncia un viaggio rapido e senza intoppi, con un arrivo a destinazione parecchi minuti prima dello schedulato.

Mi sono accomodato in emergency exit per starmene piu’ comodo e avere i 3 sedili per me… l’A/V mi ha gia’ fatto il briefing spiegandomi come devo comportarmi in caso di emergenza.

Volo seriamente da 15 anni, non ho paura – anzi non ne ho mai avuta – e sono fermamente convinto che l’aereo sia il mezzo piu’ sicuro in circolazione: in 15 anni me ne sono successe un po’ di tutti i colori: dai classici ritardi, agli aneddoti piu’ disparati, fino a turbolenze pesanti, passeggeri che stanno male, crisi di panico.

Le piu’ pesanti sono state certamente un bird-strike in decollo ed una riattaccata a mezzo miglio dall’aeroporto di Sydney con un 747 United. Senza pero’ tralasciare l’esperienza di vedersi aprire le maschere per l’ossigeno (a proposito: non sono cosi’ intuitive nell’utilizzo come sembra!!) per un malfunzionamento del dispositivo (per fortuna).

Davanti a noi non c’e’ nessuno ed e’ chiaro che il comandante si prepara ad un bel rolling take-off da manuale: i “rolling” sono i miei preferiti perche’ escono dalla norma e regalano un minimo di emozione fuori dall’ordinario: sentire l’aereo che si avvicina gia’ di prepotenza alla pista, precepire  il motore che gia’ macina mentre ancora termini la virata e’ impagabile, come il 5 Maggio 2002 per un milanista.

Il thrust e’ ormai pienamente aperto e l’aereo romba mentre  prende la rincorsa… superiamo il PAPI e sotto senti il carrello che solca le disconnessioni della pista asfaltata, mangiandosi metri di pista uno dopo l’altro, sempre piu’ rapidamente. Ad un tratto – forse a quasi un chilometro da inizio pista – succede qualcosa: sentire i motori che di colpo si affievoliscono, sembra aprirsi il reverse thrust, l’aereo violentemente inchioda.

Nell’oscurita’ di cabina il silenzio e’ surreale, nessun sospiro, nessuna ansimazione, alcun verso preferito da passeggeri od equipaggio. Perdiamo velocita’, rallentiamo ci fermiamo. Non esistono parole che possano spiegare la sensazione: l’esempio piu’ similare da poter menzionare e’ quando in macchina, arrivando al telepass, la sbarra non si alza e devi immediatamente frenare…. ecco qualcosa di simile, ma con la differenza che un A320 in decollo ha un energia cinetica decisamente diversa.

In passato mi era gia’ successo sia a Bangkok su un B744 della Qantas sia a Roma Fiumicino con Air One, ma in entrambi I casi era successo tutto nei primi venti metri di pista…. tutta un’altra storia! Non ci eravamo quasi mossi… non come qui dove filavamo via come lippe!

Come scarica di adrenalina non c’e’ male, le facce dei pochi passeggeri sono sbigottite ed in parte (comprensibilmente) spaventate. Qualcuno se la sta facendo veramente sotto ed e’ ammutolito per lo shock.

Guardo fuori dal finestrino, il motore sinistro e’ ok, sembra tutto regolare, salvo che siamo in mezzo alla pista.

Il comandante, con una calma olimpica, compare all’interfono, si scusa e dice che stiamo per spostarci su una taxiway, perche’ abbiamo dovuto abortire il decollo. Due sole parole – le uniche che molti vogliono sentire – NOTHING SERIOUS hanno un potere sedativo e quasi ipnotico.

Usciamo dalla pista, gli A/V fanno un rapido check nel corridoio per accertarsi che nessuno sia troppo sconvolto. Il comandante spiega che si e’ accesa una spia nel cockpit ed e’ stato necessario fermarsi. I dati stanno gia’ venendo analizzati. Tra poco ridecolleremo, quasi certamente senza problemi.

Molti hanno racconti drammatici di simili eventi, riportano di aver visto la propria vita scorrere loro davanti in quegli attimi… be’ nel mio caso – forse perche’ ho sempre messo in conto che potrebbe succedere – non e’ stato cosi’: soltanto una scarica di adrenalina per l’evento inatteso e l’incredibile sensazione che tutto – in ogni istante – fosse sotto controllo: nel modo di reagire, di gestire l’aereo, di veicolare le informazioni e di assistere I passeggeri. questo mi sento di dire: un grazie per la professionalita’ che ho visto nel gestire la situazione.

Come regalo di Natale da parte di Air France be’…. non c’e’ male!

 

3 risposte a “Il piacere (!) del brivido natalizio

  1. l’hai scritto cosi bene che ero li vicino a te nella fila da tre in emergenza😉 ci sei decisamente mancato ! dai dai…che sei in vacanza ed abbiamo tutti voglia di leggerti !

  2. Evviva , ma sinceramente ero più preoccupato , perché era da una vita , non leggevo più nulla sul sito , scartata l’idea che tifosi convertito all’auto od al treno , ma fi piacere rileggerti . Quindi a presto e con molti auguri .

  3. Ah, quindi quando vengono calate le maschere ad ossigeno non bisogna semplicemente “portarle alla bocca e respirare normalmente”?🙂

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