In intimo on board…

Di gente bislacca ne gira parecchia e fin qui non c’erano dubbi ma quanto successo a bordo di un mio recente volo sul  BA174  ha davvero dell’incredibile. Inizierò con il dire che il BA174 in servizio tra New York Kennedy e Heathrow è un volo tutto sommato corto (5 ore e 45 con vento in coda) ed è ad alta frequentazione business.

Si sa che viaggiare per parecchie ore con gli stessi vestiti può essere fastidioso, oltre che scomodo: in prima classe ai passeggeri viene offerto un pigiama in maglina, nelle altre classi molti si attrezzano come possono: io per primo mi porto sempre un pigiama Cathay Pacific, assai comodo con cui si può stare larghi senza sgualcire i vestiti: gli equipaggi sono abituati e anzi riconoscono che sei un viaggiatore navigato.

Se il buon senso suggerisce di cambiarsi in bagno (luogo peraltro non esattamente spazioso), esistono racconti – più di uno per il vero –  di gente che prende e nel mezzo della cabina si toglie i pantaloni per indossare il pigiama… A ciò ho cercato più di una spiegazione ragionevole, senza peraltro arrivare a un punto dirimente. Mi sono semplicemente risposto che, pur sapendo dell’esistenza delle toilette, costoro ritenevano più trendy cambiarsi di fronte agli altri nella speranza forse di essere più prossimi alla hall of fame.

Mai però mi era successo di trovare un passeggero che salisse a bordo di un volo strazeppo con blazzer e pantalone rigato, per poi spogliarsi bellamente e rimanere in maglietta e boxer larghi, per di più bianchi con una fantasia di bestiole di dubbio gusto.

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Le mutande dell’orrore

Vedendolo passare, tutti abbiamo pensato che  a costui mancasse un venerdì, molti hanno sogghignato o hanno fatto commenti al vetriolo, ma in cuor nostro, tutti noi 59 passeggeri di business , eravamo sicuri che scalzo e in boxer, costui – una volta raggiunto il posto – avrebbe indossato un vestiario più appropriato.

Ebbene, mai sicurezza si schiantò più duramente con la realtà: il nostro esibizionista si  è fatto tutto il volo a piedi nudi e boxer larghi, coperto solo da una maglietta…. vi lascio solo immaginare chi gli sedeva di fronte e le hostess durante il servizio….

4 risposte a “In intimo on board…

  1. e con tanto di foto! questo qui era davvero fuori come un copertone. UK o USA? mi meraviglio che non lo hanno ammanettato😉 ahahahah

  2. Alla terza risposta quotidiana mi sembra doveroso un benritrovato WF !
    Tornando all’argomento :a gennaio, sul volo QR da DOH mi son ritrovato invece una connazionale meneghina che ha chiesto con insistenza il pigiama alla AV, Ricevuto il tanto agognato indumento l’ha indossato direttamente sui vestiti che già portava, vanificandone di fatto l’uso ! Cigliegina sulla torta, alla richiesta di “would you like coffe or tea?” la risposta è stata un bel “yes please” alla quale è seguito uno stupefatto sguardo della hostes rivolto al cielo dell’aeromobile.
    Partire ed arrivare da Malpensa spesso non ha prezzo !
    Ps. anch’io adotto la pratica di portarmi il pj a bordo e spesso si creano siparietti simpatici con le AV. L’ultimo in ordine cronologico è stato durante un volo FRA-EZE con LH dove ho colto un’av che osservava il mio pj della concorrenza, grasse risate sue e dei colleghi alla mia proposta di indossarne uno della casa madre al patto di passare in prima !
    pps. ottimo crew LH su quel volo !
    Saluti
    Andrea

    • Ciao Andrea,
      grazie per la visita, il commento ed il bentornato. purtroppo negli ultimi mesi – obtorto collo – ho trascurato il blog.
      Io ho una collezione di pigiami ormai che non conto più…. molti (solo i doppi ovvio) li ho regalati ad amici). Due a cui sono molto affezionato sono lo Shanghai Tang di CX F (quello con collo alla coreana) e il Morrissey di QF C : ormai temo dovrò buttarli perché sono usati così tanto da essere inservibili.
      Certamente gli AAVV notano i passeggeri navigati rispetto agli altri. E anche io ho come te vestito il pigiama della concorrenza (pj SQ su volo CX)… mi hanno regalato il pigiama ma – ovviamente (né lo avevo chiesto) non l’upgrade.
      La scena del “te’ o caffè” è capitata anche a me e credo sia il classico esempio dell’inglese medio del passeggero italiano.

      Quanto ad LH, ho smesso di volare con loro da qualche anno. Una sorta di decisione meditata. Forse ho sbagliato, forse no.
      Un abbraccio.

      WF

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