Il limbo della famiglia Sharp e le imbarazzanti responsabilità di Cathay Pacific

Safety is our priority, safety is our priority.

Le compagnie lo ripetono, e lo ripetono giustamente, fino allo spasmo.

Molti non sanno che qualsiasi manufatto installato a bordo (anche solo la selleria delle poltrone di business class) deve superare decine e decine di controlli e test prima di essere approvata per l’utilizzo su un aereo.

Bisognerebbe però capire il punto in cui un limite deve e può esistere in questa giusta ricerca di sicurezza…. se non altro per spiegarlo alla famiglia Sharp, una famiglia di Melbourne che per giorni ha vissuto in un limbo fuori dal mondo.

Dovevano partire mercoledì da Toronto per l’Australia con la Cathay Pacific, ma non è stato possibile: il loro figlio, affetto da una paralisi cerebrale  necessita di una particolare sedia che sia in grado di supportare in posizione eretta il suo corpo, che tuttavia contrasta con le policy della compagnia.

Da quel mercoledì, la famiglia Sharp e il loro figlio Sebastian di 7 anni aspettando in una stanza di hotel nei pressi dell’aeroporto di Toronto, in attesa di un’autorizzazione da parte del vettore per permettere loro di portare a bordo lo speciale seggiolino medico di Sebastian sul volo per Hong Kong.

Kara Sharp – la mamma – racconta di aver ottenuto l’autorizzazione verbalmente al momento dell’acquisto del biglietto sin dal dicembre 2015. D’altronde lo speciale seggiolino (che costa oltre 3000 euro) è vitale per il piccolo Sebastian, giacché è l’unico strumento che permette lui di sedere in posizione eretta.

Ciononostante, agli Sharp in aeroporto è stato detto che sarebbe comunque stata necessaria una speciale autorizzazione dal quartier generale di Cathay Pacific in Hong Kong prima di portare la sedia a bordo. Autorizzazione che non è arrivata per tempo e ha costretto la famiglia ad attendere il volo successivo di giovedì.

Tuttavia, pur con l’appoggio fattivo dell’equipaggio e del comandante che giovedì hanno cercato ripetutamente di contattare il quartier generale, dell’autorizzazione non se ne vede traccia.

Sharp ha dichiarato a Citynews che la compagnia ha precisato che essendo il figlio di 7 anni, va utilizzato lo speciale sedile già in dotazione a Cathay Pacific, che peraltro andrebbe inviato da Hong Kong a Toronto. Secca la risposta della famiglia “Sebastian ha il corpo di un bambino di 4-5 anni e pesa solo 14,5 chili.”

Che ne pensate? Esiste un limite oltre il quale la sicurezza dovrebbe essere valutata – seppur severamente – in relazione alle situazione on a case-by-case basis?

L’indecisione di Cathay Pacific – ottima compagnia peraltro ha tenuto a terra per giorni un’intera famiglia, ma soprattutto un bimbo che ha delle evidenti esigenze particolari e che probabilmente sta affrontando un forte stress. In attesa che le teste ovali di Hong Kong (ma sia chiaro che di teste ovali ce ne sono ovunque) si è fatta avanti Air Canada, disponibile a far portare a bordo lo speciale seggiolino di Sebastian, permettendo così agli Sharp di tornare nella natia Australia!

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