Il battibecco via instagram di Vieri e Alitalia

Divertente ma al tempo stesso triste lo scambio di risposte su instagram  tra l’ex calciatore Bobo Vieri ( @christianvieriofficial )  e l’Alitalia. Non si sa davvero quali pesci pigliare nel giudicarla: da un lato la provocazione del campione dimostra una semplificazione eccessiva nel trarre conclusioni, tuttavia la risposta della compagnia aerea lascia il sapore di chi da motivazioni di circostanza più che di buon senso (come invece sarebbe più semplice fare).

Non intendo ora aprire un dibattito e banalizzare a proposito di Malpensa, anche perché finiremmo ad appiattirci su un’infruttifera polemica, esattamente come avviene nel 99% dei blog e dei forum italiani che si occupano di aviazione.

Intanto vanno fatte alcune considerazioni preliminari, ossia che non tutti hanno la fortuna di potersi godere la vita 365 giorni l’anno come è capitato a Vieri (beato lui, tanta invidia) e – in seconda battuta – che Miami è una destinazione particolarmente interessante dal punto di vista leisure, un po’ meno per il traffico premium.

Dunque Vieri è molto affrettato nel rimanere scandalizzato dall’assenza di un collegamento diretto tra Milano e Miami con l’Alitalia. Anche e soprattutto perché il collegamento stagionale è quasi sempre esistito grazie alla presenza di American Airlines. Che poi uno possa non amare le compagnie statunitensi – e credo che nessuno possa tacciarmi di essere un loro sostenitore – è un altro discorso. In passato anche Alitalia aveva un proprio volo stagionale.

Sul versante Alitalia – cito testualmente: “sono molte le ragioni che regolano il network delle rotte” –  si può intanto dire che non per fortuna ci sono regolamentazioni di alcun tipo nel caso di specie, perché gli accordi open skies hanno – se Dio vuole – permesso una liberalizzazione dei collegamenti, sebbene poi sia il mercato a regolarsi “automaticamente” (pochi sono i casi di voli point-to-point operati da compagnie non basate in uno dei due aeroporti.

** Il discorso non vale invece per altre destinazioni, dove spesso coesistono retaggi nazional campanistici che rispondono al nome di accordi bilaterali **

Devesi invece dire che Alitalia non ha un numero tale di velivoli in flotta da poter sostentare due hub. In passato ha già fatto una scelta di campo – criticabile o condivisibile – con la quale ha deciso di posizionare il proprio hub a Roma Fiumicino, lasciando a Milano Malpensa solo alcuni collegamenti specifici.

Possiamo discutere nel merito la scelta, ma non nel valore. I modelli di business delle compagnie aeree full-service hanno ormai ampiamente dimostrato che il sistema hub & spoke è l’unico modello redditivo per esse.

Ed è proprio questa decisione – bella o brutta che sia – che ha per conseguenza l’assenza di un collegamento tra Milano e Miami da parte di Alitalia: aver basato la compagnia a Roma, implica che tutta la concentrazione e l’attività di feedering venga svolta su Fiumicino e “abbandonando” in qualche modo a loro stessi quei voli di lungo-raggio rimasti a Malpensa (vedi la New York).

Non si tratta – come sostiene Alitalia – di una scelta di redditività diretta, perché – con l’eccezione di Parigi, Londra e Francoforte (da dove alcuni voli per ben mirate destinazioni potrebbero auto-sostentarsi senza necessità di feeders) – nessun volo sarebbe economicamente profittevole, basandosi esclusivamente sul point-to-point.

Per qualunque vettore volesse cimentarsi in questo esercizio, si tratterebbe di identificare quelle rotte sulle quali è possibile avere una domanda sufficientemente robusta. Una domanda che però oltre che robusta deve essere corroborata anche da una clientela premium, perchè la redditività arriva principalmente dalla business class, piuttosto che dall’economy class.

Miami e Milano con il solo point-to-point non hanno una domanda qualitativamente e quantitavamente sufficiente per avere 2 collegamenti (uno di Alitalia e uno di American) tra loro. E se l’ultima può contare su Miami come proprio hub, con cui trovare una provvista di passeggeri per il volo diretto a Milano, Alitalia non può farlo (peraltro anche American vola solo stagionalmente su Malpensa! … Qualcosa dovrà pur significare…)

Giustamente – in questo caso – Alitalia sta facendo un’attività di concentrazione delle proprie rotte di lungo-raggio sull’aeroporto dove ha una forte concentrazione di voli feeder, ossia Roma Fiumicino. Ed è naturale – in una strategia di sviluppo del network aprire nuove rotte da quello scalo, piuttosto che lanciarsi in avventurosi collegamenti stand-alone che finirebbero per essere controproducenti.

Non c’è davvero nulla di assurdo nella scelta di Alitalia e nemmeno “molte ragioni” che regolano il network delle rotte: semplicemente domanda e offerta…. di cui molti – ma in questo caso Vieri non c’entra – spesso non riescono (o non vogliono) rendersi conto.

 

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