SAS Scandinavian : Oslo – Copenaghen // Economy Class

Teaser – SK1455 – Oslo – Copenhagen

Non più tardi di ieri avevo rassicurato alcuni followers che le cattiverie e le frasi caustiche sarebbero volate a breve, non appena avessi messo piede su un volo United.

Mi sbagliavo, e di grosso: è infatti bastata Scandinavian con un volo a dir poco orripilante tra Oslo e Copenhagen.

Della lounge ho già parlato in un precedente post e debbo dire che, alla luce dell’esperienza in volo, quella a terra è stata a dir poco paradisiaca.

L’imbarco dal gate E15 è ben organizzato. Ogni passeggero scansiona la propria carta d’imbarco e poi si avvia attraverso delle porte rivestite in legno per il finger. Questo, tutto a vetri, offre una vista davvero gradevole sul tarmac.

B737-800 Scandinavian

B737-800 Scandinavian

Essendo uno degli ultimi passeggeri, al momento dell’ingresso a bordo l’aereo è già pieno.

Taxiing at Oslo Apt

Il colpo d’occhio non è positivo: il B737-800 non sembra così nuovo e il bianco sporco degli interni accentua questa sensazione. Gli interni, in un blu indeciso, testimoniano di non essere oggetto di una pulizia adeguata. Io – perfettamente in linea con le regole – viaggio semplicemente con un trolley TUMI di misura regolamentare e la borsa laptop. E naturalmente le cappelliere sono già tutte occupate. Essendo seduto nelle prime file, mi rivolgo allo steward chiedendo se più in là ci sono scomparti vuoti. Risposta: no, il volo è pieno. Sembra quasi scaxxato che mi sia permesso di chiedere qualcosa (ricorda per certi versi alcuni AA/VV di Alitalia degli anni ’00): abbbello, va che è il tuo lavoro, non è che ti abbiamo legato! Spiego che ho il trolley e domando educatamente se può metterlo negli armadietti in prossimità della porta. Scandalizzato per la mia insolenza (!), ribatte che non se ne parla perchè lì c’è “LA NOSTRA ROBA”… no va bè ma voi non state bene, cosa vi siete fatti in vena? La marmellata dal nome impronunciabile che vendono all’IKEA?!?!?

Lo guardo con faccia stranita e aggiunge: “deve capire che il volo è pieno” …. Ma va? Mi ha preso per Tiresia, l’indovino cieco?!?!?!?. “Se vuole lo può imbarcare in stiva”.

No, ma forse tu stai scherzando, ho la reflex e roba fragile: ti pare che mando il bagaglio in stiva?!?!

Tralasciando che viaggio in una classe di prenotazione alta ( C ) (mi riservo di parlarne successivamente) e che quindi dovrei avere a disposizione maggiori servizi, il problema è sempre lo stesso: fanno salire la gente con bagagli improponibili e la picchiano in quel posto a chi sale dopo e magari è perfettamente in regola.

Decido che la conversazione è finita e gli comunico che intendo arrangiarmi da solo perché oggettivamente mi sta salendo la voglia di usare una garrota per porre fine alla sua vita.

Percorro lentamente il corridoio, in cerca di soluzioni. Superata una canna da pesca in fila 4 (ma come caxxo fai a portarti una canna da pesca a bordo!?), e pelli di renne degne delle pelliccerie Annabella (siamo solo a agosto… non oso immaginare a gennaio!)  in fila 8 c’è una accumulatrice seriale che nella cappelliera ha riposto nell’ordine: trolley, borsa, trousse, giacca, cappello e nr. 4 sacchetti di plastica contenenti altro materiale non meglio identificato.

Lascio il mio trolley in mezzo al corridoio (sperando che non divenga oggetto di baratto per qualche mercante di foche… a sto punto tutto è possibile!) e torno alla porta per parlare con mr. “sono come un dito insabbiato in …”: questa volta, in modo perentorio (inutille dare le perle ai porci usando la gentilezza), gli chiedo cosa intendiamo fare con la tipa in fila 8, e se ha visto il suo “bagaglio”, aggiungendo che potrebbe mettere buona parte di quelle cianfrusaglie da mercatino delle pulci sotto il sedile davanti. “Simpatia-man”, stante la mia giusta e ovvia remora, non può che aderire alla mia richiesta. La bagarre è ormai iniziata: chiede alla tipa di spostare il bagaglio, lei non vuole, lui insiste, lei dice che è il “suo” bagaglio, io rispondo che di certo non lo voglio per me, io voglio solo uno spazio dove posizionare il mio trolley. Alla fine si convince e se Dio vuole riusciamo a sistemare il tutto.

Raggiungo il mio posto di finestrino: le file sono a dir poco superstrette, mai visto un posto così minuscolo. L’intero aereo sembra una scatola di sardine ai limiti della civiltà. Il sedile, realizzato da RECARO, in tessuto blu con inserti sottili bianchi è oscenamente zozzo: macchie, strappi nel tessuto e resti di cibo mutageno nelle cuciture, da pezzi di patatina a briciole di sandwich passando per materiale non identificato. Se questa è la famosa pulizia nordica, siamo alle cozze… anzi ai salmoni.

SAS Scandinavian – Economy Class Seat

Il tavolino, minuscolo anch’esso, una volta tirato giù, ti si pianta a metà del costato: quando dovrò fare un’appendicectomia anziché andare alla Santa Rita dove ti lasciano i bisturi nelle viscere,  prendo un volo di lungoraggio della SAS. Decisamente un’esperienza da incubo.

SAS Scandinavian da tempo non propone più una business class di corto raggio, e offre di fatto due opzioni a bordo del propri aeromobili: SAS PLUS e SAS GO.

SAS GO vorrebbe fare la concorrenza alle low-cost con un biglietto che non include nulla (sulla lunga scia di Norwegian), mentre SAS PLUS vorrebbe essere invece l’opzione con bagaglio, lounge, e perks vari. Per quanto ovvio chi ha un biglietto di prosecuzione in business class viene automaticamente spedito in SAS Plus. Teoricamente – e sottolineo questa parola – il concept ha senso e dovrebbe funzionare.

Tanto detto, sarebbe lecito aspettarsi non dico chissà che, ma un servizio o un qualcosa che giustifichi l’importo speso. Orbene, il layout della cabina è esattamente il medesimo, configurato a 3 posti per lato della cabina e non c’è alcun tipo di cannibalizzazione dei posti nemmeno in SAS Plus. Io e il mio vicino siamo gomito a gomito  e – davvero – non ci si riesce a stare. Anzitempo rinuncio a qualsiasi velleità di riporre la mia borsa porta computer sotto il sedile… la terrò in braccio come si fa sul pullman.

Ma a scandalizzare di più è la separazione dei comparti: un tempo c’erano i galley, poi si è passati alle paratie, quindi alle tendine semovibili per le poltrone convertible. Mai però alcuna compagnia aveva osato quanto Scandinavian. Sullo schienale della fila 7, dove termina la SAS Plus, non c’è alcuna struttura, alcuna tenda: solamente un flyer in cartoncino (non più di 200g) flippato  sopra uno dei sedili. A sto punto potrebbero anche dotare i sedili coi pedali, almeno contribuiamo a far volare l’aereo!!!

SK1455 – Flying over Norway

SK1455 – Flying over Norway

SK1455 – Flying over Norway

L’unica cosa positiva del volo sembrano essere i panorami norvegesi, questi sì belli, sconfinati e incontaminati; per il resto il vuoto più assoluto.

Si potrebbe pensare che una delle cose positive possa essere il wifi: parliamone! Per esserci c’è, ma non funziona. Inutile chiedersi il motivo perché nessuno lo sa. E’ un fatto che la rete c’è e viene rilevata dai dispositivi elettronici ma nessuno vi può accedere: complimenti!

Due parole vanno poi spese sul servizio di bordo: della sfrontatezza dell’equipaggio si è già detto, ma ora devesi parlare del catering. Astutamente quei ragni pidocchiosi di SAS – e mi spiace ma le cose van dette per quello che sono –  propongono ai passeggeri il menù su carta plastificata: a nessuno venga di pensare che sia un gesto di opulenza, perché chi viaggia in SAS GO il cibo – se lo desidera – lo paga e quindi l’esperienza insegna che per estrarre valore bisogna invogliare correttamente il cliente. Menù dunque plastificato per tutti con cibo a pagamento per la SAS GO e selezione di snack gratuita, pomposamente pubblicizzati con la frase “dal tipico gusto nordico”, per chi viaggia in SAS Plus.

The so famous SAS Plus Menu with nordic tasting

Io ora mi sento in imbarazzo a commentare lo snack nordico, perché ci vuole veramente coraggio a raccontarlo, prima ancora che a servirlo: si tratta di un wrap ripieno di tacchino affumicato e una salsa improponibile, servito arrotolato in una confezione di plastica assai dozzinale che grida taccagneria ad ogni centimetro quadrato. Io non sono nordico e non ne conosco il gusto, ma escludendo che si tratti passione per l’orrido, la bocciatura è cosmica. Forse più che di gusto nordico, si dovrebbe parlare di epic-fail nordico!

Main Service – Smoked turkey wrap and soda

Chi mi conosce sa che sono un’ottima forchetta e sono di bocca buona: giuro sul mio onore che a memoria questo snack entra nella top 5 delle robe più oscene mai proposte su un volo. Lasciato lì dopo il primo boccone. Non pensavo avrei mai potuto dirlo, ma questo wrap fa rimpiangere il cibo proposto da Delta!

Per concludere, non c’è che da aspettare ansiosamente l’atterraggio a Copenhagen per soffocare l’agonia.

Landing at Copenhagen (sorry about quality)

Landing at Copenhagen (sorry about quality)

Ieri ho giustamente parlato di Norwegian che mi sono sentito di elogiare, una compagnia con poche pretese in termini di luxury travel ma in grado di presentare aerei nuovi ed immacolati, con equipaggi all’altezza e un servizio a pagamento tutto sommato edibile. Oggi SAS è la prova di come una compagnia che negli anni 50-60 rappresentava un’avanguardia e un’eccellenza possa ridursi alla mediocrità, con un’esperienza generale davvero sotto lo standard.

 

2 risposte a “SAS Scandinavian : Oslo – Copenaghen // Economy Class

  1. Avevo viaggiato su un MD-82 SAS e devo dire che lo avevo trovato piuttosto ben pulito. Strano che un 737 che alla peggio risale al 1998 sia messo così male…

    • Ciao Stefano,
      grazie ancora per il tuo commento.
      Sinceramente non volavo da oltre 20 anni con SAS e quindi era una sorta di iniziazione… Sono rimasto davvero deluso.

      A presto
      WF

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