United : Seattle Tacoma – Los Angeles Int’l // First Class

Ok sono pronto, penso di potercela fare. Oggi è il gran giorno di United.

Cercherò di limitare la sofferenza al minor tempo possibile, sperando di sopravvivere. Per regole tipicamente americane, se voli in business class su un volo domestico non hai comunque accesso alle lounge (a meno di essere Star Gold), nonostante tu abbia un volo intercontinentale in coincidenza. Quindi, per ingannare l’attesa a Seattle, mi son sparato un bel burger con cheese and bacon, visto che a bordo sarà una tragedia.

Il gate del mio volo, A7, così come tutti i voli United, è un groviglio di percorsi obbligati. Diciamocelo chiaro: a loro fare le cose semplici NON piace. Per cui si sono inventati un sistema di imbarco che matematicamente può essere descritto solo con un calcolo matriciale complesso.

Di fatto hanno creato 5 corsie per 5 gruppi,  dove i passeggeri – come piccoli vitellini da portare al macello –  si predispongono.

Tutto ciò lascerebbe pensare che una simile perizia nell’incanalare i passeggeri (tanto che Lagrange e Euclide si stano ribaltando nella tomba), debba essere suggellata da un imbarco a bordo semplicemente perfetto. E qui iniziano le magagne: Lo staff effettivo di United se ne sbatte altamente delle 5 file, realizzate con certosino impegno dei cervelloni dei sistemi informatici, perché aprono le gabbie e via, “fate un po’ quel cavolo che vi pare”.

L’aereo – un Canadair 700 (nel senso che è del mille….settecento) – regala emozioni prima ancora di salire: il finger è più in alto di almeno un metro ed è stata predisposta una passerella con i supporti in plastica telata, degna dei vaporetti di Venezia degli anni 90.

In processione, la mandria di passeggeri viene fermata al termine del finger, perché quasi tutti – me compreso – devono imbarcare sottobordo il bagaglio a causa del ridotto spazio in cabina. Domando e dico: che senso ha fare le regole per il bagaglio se poi le regole non possono essere adottate?!?!?

L’ingresso a bordo regala una soave visione: come capocabina, direttamente per noi, c’è Jetta, il noto personaggio del serial tv “la Tata” (The Nanny): rimbambita tanto quanto, le manca solo la sigaretta in bocca. Con voce afona porge il benvenuto a bordo con battute piuttosto anonime.

United – CRJ700 – cabin

L’aereo è incredibilmente modesto e non ha davvero nulla che possa essere elogiato: colori pessimi, vunciume ovunque, sedili stretti stretti e cappelliere minuscole, dove solo la Signora Pepperpot potrebbe riporre il proprio bagaglio.

Incredibilmente, Jetta e la sua degna compare – una sorta Monica Vitti del Northwest – hanno tra le mani un foglietto con un reticolato a mo’ di cruciverba su cui scribacchiano freneticamente: a guardar bene si scopre che è una specie di cruciverba-sudoku, con i posti di bordo..

Mi permetto alcuni suggerimenti:

7A: lo sono le assistenti di volo  United (9 lettere): P R E P A R A T E … C A R A M P A N E

12F : lo è United (2 parole – 14 lettere): C O M P A G N I A    A E R E A … G  E N T E    S B A N D A T A

16D: lo è il CRJ 700 di oggi (10 lettere): A E R O M O B I L E …. Anzi no….  T R A B I C C O L O

In realtà il gioco è molto più complesso, perché è in quel foglio che si gioca la nostra esistenza, prima che la morte sopraggiunga per asfissia: lì infatti sono contenute le regole auree per far sedere i passeggeri nel giusto ordine.

E se tanto mi dà tanto, vista la genialata delle corsie al gate, siamo letteralmente …. (7 lettere)… F O T T U T I.

Infatti il corridoio è così stretto che incrociare è problematico. Monica Vitti di noantri avrebbe bisogno di un fischietto e di una paletta per la sua carriera di vigile urbano, dovendo dirottare i passeggeri nei meandri delle file, onde evitare scontri frontali. Così, una cinese si mette in braccio a un passeggero in fila 6, mentre un bimbo, in stile “Cheetah”, si avvinghia alla cappelliera in fila 10.

La verità però è che siamo noi che non abbiamo capito niente: si tratta di un torneo di Twister dove il gate agent stabilisce chi deve mettere cosa e dove. Anzi, per il futuro potremmo fare i sedili nei vari colori (rosso, giallo, verde e blu).

Ma ecco l’imprevisto: mentre una donna in fila 9 chiede un supplemento di cintura (quella presente non è sufficiente a circumnavigarla e per il vero non è nemmeno troppo… (9 lettere)… C H I A T T O N A), a sorpresa un tecnico si presenta a bordo e si avvia incoscientemente per il corridoio, senza aver chiesto il permesso a Jetta. L’ingorgo è annunciato, Monica Vitti costringe un piccolo …. (8 lettere) …. V I R G U L T O ehm O S T A G G I O a chiudersi uno nel cesso per liberare una casella, il passeggero in fila 8 si sposta alla 9, bimbo-cheetah va al 15D e così si crea lo spazio per poter far passare il tecnico.

Debbo dire con franchezza che la famosa modalità “a caxxo di cane” utilizzata da Delta già da alcuni anni (da me raccontata nel 2012) sta letteralmente facendo scuola e proseliti nel mondo aviatorio.

Affianco a me, in fila 1, c’è il cugino primo di Pokoto Pokoto, l’unico uomo di cui nessuno abbia mai visto lo sguardo: da che son salito all’arrivo non ha mai  aperto gli occhi. Intabarrato nella felpa da b-boy della UnderArmour color azzurro fluo (ma a 60anni puoi?) ha passato l’intero viaggio in stato di rigor-mortis.

View from the wing

La pulizia del finestrino è talmente pessima che a guardar fuori si vede la nebbia,  neanche fossimo a Binasco in pieno novembre. Per capire cosa ci sia all’esterno bisogna tirare a indovinare.

United – CRJ700 – Business Class Seat

Di contro il tavolino è particolarmente malconcio ed ha la stessa inclinazione delle rampe più dure del Passo Gavia.

Rimossa la passerella e staccati gli ormeggi… ah, no, scusate! Noi siamo a bordo di un … (10 lettere) … A E R O M O B I L E ehm T R A B I C C O L O, ci avviamo verso la pista, oggi la 16C. Il comandante – una specie di Gigi Sabani dell’Oregon, fa facile ironia in slang per l’ilarità di tutti (io rido semplicemente per cooptazione, visto che non ho capito assolutamente un cippirimerlo di quello che ha detto). La sua unica preoccupazione è comunicare che atterreremo a Los Angeles tra 2 ore e 1 minuto, non un secondo di più nè uno di meno.

Veniamo ora alla parte… (7 lettere) … G U S T O S A  ehm T R A G I C A  del volo: il servizio… La prima domanda è se ci sia un servizio a bordo, perché chiamarlo tale è sinceramente una illazione bella e buona.

In business class – e parliamo di un volo di 2 ore, paragonabile a un Milano – Londra – il catering viene servito da quel gran pezzo di … (10 lettere)… G N O C C O L O N A ehm P E N S I O N A T A di Jetta, che si propone con …. (15 lettere – 2 parole) … O C C H I   A M M I C C A N T I  uhm S O R R I S I   S D E N T A T I , offrendo un soft drink portato propriamente in un bicchiere di vetro. Stranamente, mentre per l’economy le hostess per effettuare il servizio abbisognano del  … (8 lettere) … C A T E T E R E ehm C A R R E L L O, in business class tutto viene fatto ad hoc.

Una volta offerto da bere, Jetta ricompare con un vassoio dove trovano posto i… (10 lettere)… . S U C C U L E N T I  uhm  F A M I G E R A T I  snack  di United: una banana, due biscotti, patatine all’aglio (tipicamente indicate a bordo di un aereo), crackers caramellati o caramelle gommose inguardabili.

Come ebbi giustamente a dire più sopra, ci voleva proprio l’hamburger a Seattle!

In fila due, sull’altro lato della cabina, abbiamo una fan dei crackers caramellati: 6 confezioni in 10 minuti rappresentano un invidiabile record e assicurano il ricovero dell’accumulatrice seriale una volta giunti a Los Angeles.

Il servizio, poi, è così … (7 lettere)… A T T E N T O ehm M E R * O S O, che in un sol colpo – e senza la complicità di turbolenza alcuna – Monica Vitti riesce a far cadere dal carrello una lattina – per fortuna sigillata – e il POS. Mentre raccolgo il materiale caduto per sola misericordia nei suoi confronti, mi confessa che “ci ha provato”: grazie a Dio parlava del tentativo di sopprimermi, anche se pure nell’altra accezione il risultato sarebbe stato analogo.

Va detto che il catering non offre pressochè nulla, ma le hostess continuano a passare per il corridoio cercando si sbolognare la roba a go-go: è proprio vero che fa talmente pena, che nemmeno a tirarlo dietro si riesce a farlo fuori…

 Ad un tratto Monica Vitti si presenta offrendo …. (13 lettere, 2 parole) … C A F F E’  B O L L E N T E … no, uhm… B O R L A N D A   C A L D A. Essendo fermamente deciso a … (7 lettere) … P R O V A R E …. ehm… C R E P A R E, accetto e chiedo del dolcificante. Lei mi fissa e – con occhi magnetici – mi incita: “Get two of them. I take it sweet”… Mi son sentito gelare la schiena e nella mente ho avuto l’immagine di lei che, come una … (8 lettere) … A M A Z Z O N E ehm I N F O I A T A, mi salta addosso.

Naturalmente in tutto questo Pokoto pokoto non si è accordo di niente!

Per il resto c’è davvero poco da dire perché le nuvole negano qualsiasi panorama o bella veduta.

All’atterraggio a Los Angeles, United non vuole però mancare di metterci del suo: gate occupato e sosta in attesa per 24 minuti lungo le taxiway. Per non parlare dei 14 minuti nel finger in attesa del bagaglio “sottobordo”.

Io credo che in fondo le compagnie americane lo sappiano: sul mercato resistono non perché hanno un servizio o un prodotto di bordo, ma semplicemente perché qualcuno deve pure fare da bestia nera…

 

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