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Tariffe sbagliate: applicazione pratica (parte 1)

Mi capita volentieri l’occasione di approfondire nel concreto il famoso protocollo da applicare di fronte ad una tariffa sbagliata. E’ successo non più tardi di 15 giorni fa e non ne ho parlato, fino ad ora, per 2 differenti ragioni: la prima è che si è volatilizzata in men che non si dica, e la seconda perché volevo evitare di fare lo splendido se poi l’avessero cancellata.

Due venerdì fa ero in ufficio, avevo appena concluso un appuntamento e stavo guardando la posta elettronica quando mi arriva un messaggio di un amico asiatico che mi scrive “have u seen that? It’s amazing”. Apro l’immagine e vedo uno screenshot del sito British Airways dove è quotato un biglietto di first class – sì sì, avete capito bene: first class – da Johannesburg a Barcellona per poco più di 700 euro andata e ritorno tasse incluse.

Applico il protocollo:

Stabilite in massimo 1 minuto se l’itinerario – così come proposto – è interessante ed il prezzo vale la candela. La destinazione deve essere tutto sommato un elemento non discriminante: stiamo facendo strategia, non vacanza! In questo istante STATE DECIDENDO SE VOLETE VOLARLA O NO. Se sì, passo successivo, altrimenti fine dei discorsi.

Sì, è interessante, ci sono due settori pesanti di First class, posso fare molti punti, il prezzo è eccellente. Ha dei positioning da verificare ma INTENDO VOLARLA (decisione presa in un minuto).

DA QUESTO MOMENTO E’ COME SE AVESTE IN MANO UNA MINA CHE STA PER ESPLODERE CON UN TIMER ATTIVATO CHE TUTTAVIA NON VI DICE QUANTO MANCA.

FREGATEVENE DI QUALSIASI NECESSITA’ DI PERMESSO DA PARTE DI MOGLI E FIGLIE’ ARGOMENTO DEFERIBILE.  Li si metterà di fronte al fatto compiuto o si ragionerà sulla faccenda in un secondo momento. Voglio essere esplicito: se vostra/o moglie/marito o la/il vostra/o partner non capiranno il regalo che le/gli state facendo, cambiate partner. In caso di estrema necessità, occorrerà barattare il successivo permesso con truci ricatti (pulire casa, accompagnare per lo shopping, andare per saldi, etc etc) .

Ho già tutti i permessi che necessito: me li sono comprati a suon di biglietti premium da volare insieme.

DA ORA IN POI IGNORATE MESSAGGI E TELEFONATE DI CHIUNQUE. ECCETTO IL CASO DI UN LUTTO FAMILIARE O UN GRAVE INCIDENTE, NULLA E’ PIU’ URGENTE OD INDEFERIBILE.

Metto il telefono in modalità muto e dico a Giulia che non mi passi chiamate. Quanto al cellulare, lo tengo sempre in silenzioso. Avviso quell’anima pia di Mach81 che – strano!!!!! – ha il telefono spento.

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Lufthansa e l’anacronistica business class del futuro

Una tag-line del vettore tedesco Lufthansa di una decina di anni fa – e forse più – recitava: “There’s no better way to fly“. Già all’epoca, l’avevo prontamente riadattata in un più vero “There’s no better way to CRY” perchè Lufthansa spesso si impegna per far venire il latte alle ginocchia ai suoi passeggeri.

La nuova Business Class di Lufthansa sui B777X (foto by www.ausbt.com.au)

Tralasciando i dispiaceri riservati negli anni ai propri frequent flyer grazie ai “miglioramenti” al programma di fidelizzazione che lo hanno letteralmente rovinato, l’altro campo in cui le menti geniali si sono impegnate riguarda proprio l’esperienza di bordo.

Sia chiaro: nulla da dire sulla loro efficienza e sulla puntualità, in particolare sul breve-medio raggio; da questo punto di vista il vettore sa il fatto suo ed è organizzato. Ha un network capillare ed efficiente, ben organizzato negli orari ed in grado di favorire i passeggeri che abbisognano di muoversi da un punto all’altro in maniera efficace.

Ma – si sa – i vettori tradizionali realizzano il proprio guadagno principalmente altrove, ossia con le rotte di lungo-raggio e i passeggeri premium, vale a dire con la gente che viaggiando in business class – o ancor meglio in first class – paga profumatamente i proprio biglietti, su cui la compagnia può poi vantare un ampio margine di guadagno.

E qui va detto che Lufthansa negli anni non ne ha mai presa una giusta, o meglio, viaggia con un perenne ritardo, che ha davvero dell’incredibile. Non serve certo un genio per farsi un giro su internet e vedere l’offerta – in termini di hard-product – proposta dai competitor. Oggi si parla di sedili singoli, con grande spazio per la propria privacy, si parla di Q-suite di Qatar Airways – di mini scomparti Biz Studio con Etihad o con Oman Air, per finire con la nuovissima business class di Singapore Airlines, recentemente presentata al pubblico, progettata dalla britannica JPA Design e realizzata dalla nipponica JAMCO Corporation.

Ecco invece cosa ha in mente Lufthansa per il proprio futuro…. un futuro che non è neanche prossimo, visto che si parla di un prodotto che verrà lanciato a bordo dei nuovi Boeing B777x (B777-900), aeromobili che prenderanno il volo – salvo imprevisti – a partire dal 2020!

Sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di davvero rivoluzionario, ma stando a quel che si sa, di rivoluzione non c’è davvero molto di cui parlare:

Rendering della nuova Business Class Lufthansa a bordo dei B777X (foto by http://www.loyaltylobby.com)

Non si tratta davvero di qualcosa di innovativo, siamo sinceri: si tratta di una configurazione più o meno esistente e che ha davvero poco di soprendente. Da un lato finalmente, e dicesi FINALMENTE – visto che i tedeschi arriveranno allo scopo con solo tredici anni di ritardo (anno domini 2007) – anche loro offriranno ai propri passeggeri l’accesso diretto a corridoio per ogni posto! Alleluja! Continua a leggere

Compagnie europee, catering onboard e ancillary revenue

Ciclicamente tornano come spauracchi notizie secondo cui alcune major europee sarebbero pronte da un momento all’altro a rendere il catering per i passeggeri di economy  a pagamento sui voli di corto raggio (Europa) in luogo del servizio gratuito attualmente offerto.

Partendo dall’articolo comparso sul Telegraph, ci sono alcune interessanti considerazioni che possono esser fatte. Premetto fin da subito che, quando viaggio in economy, mangio quel che mi viene offerto ma non considero la cosa fondamentale (posso tranquillamente sopravvivere!) e non sono di quelli che gridò allo scandalo quando Alitalia ritirò (temporanamente) dal catering il famoso succo di arance rosse! Pertanto cercherò di essere obiettivo nelle mie valutazioni.

Innanzitutto vediamo qual è il punto di vista di coloro i quali ritengono che questa sia una mossa astuta: trasformare in una fonte di guadagno ciò che oggi corrisponde esplicitamente ad un costo per la compagnia aerea. E’ indubbio infatti che ad oggi ogni tramezzino o biscotto, per quanto stantio e obbrobbrioso costituisce per un vettore una spesa. L’idea dei teorizzatori del no-frills è che un simile costo possa essere trasformato in un introito, quello che tecnicamente viene chiamato ancillary revenue.

Dirò fin da subito che – in linea di principio e nell’universo singolo – questa teoria è i-n-c-o-n-f-u-t-a-b-i-l-e perchè in effetti trasforma una posta negativa in una positiva.

Provando però a guardare nel contesto non solo di una compagnia aerea tradizionale ma pure nel microcosmo dell’aviazione commerciale ed uscendo da uno schema di economia diretta, le cose potrebbero assumere una valenza differenza.

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Tonite is the nite (tribute to Mach81)

La mezzanotte del 22 marzo 2016 per il mondo comune non significa nulla… probabilmente ha poco significato anche per il 90% dei passeggeri, ma per i soci AAdvantage (il programma Frequent Flyer di American Airlines) un significato lo ha: da oggi quasi tutti i viaggi premio costeranno migliaia e migliaia di punti in più.

Da giorni si  è scatenato un vero proprio rush – come se un domani non ci fosse – da parte dei membri per usare i propri punti prima dei rialzi, riscattando voli premio.

Anche io nel mio piccolo ero interessato alla faccenda e con l’aiuto di Mach81 (che ha sempre ottime idee ma è quello che a Milano si chiama un “trottapian”) abbiamo iniziato a studiare il caso per vedere le opzioni possibili, tenendo sempre a mente che il modo per spendere meglio i punti sono i biglietti premium – meglio se di first class!!

Partiamo dalle certezze, ossia dalle compagnie manco prese in considerazione!

  • American Airlines stessa (ehi ma ce la fate? è un viaggio premio, non una chiamata per l’inferno!!!)
  • British Airways (sì, ok, come compagnia va bene, ma ormai è trita e ritrita, sebbene granitica)
  • Iberia (ehi, voi siete già falliti o state per farlo?)
  • Air Berlin (no way)
  • Royal Jordanian (troppi pochi aerei interessanti)
  • S7 (troppi missili incontrollati in quei cieli!!!)
  • Qantas (gli chef da Lahore non fanno per me … e poi troppo complesso trovare rotte)

… e le compagnie scartate perchè impossibili:

  • Cathay Pacific (posti premio introvabili)
  • Qatar Airways (perchè spendere bizzeffe di punti quando i biglietti te li tirano dietro!)
  •  JAL (poche rotte con prima classe e posti da trovare davvero difficili, per lo meno dall’Europa!)
  • Srilankan Airlines (non so perchè ma li considero sempre una seconda scelta, sebbene siano molto meglio di alcune major….)

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Il lungoraggio di Alitalia (II)

In un precedente post del blog, Antonio Pascale (che ringrazio per i suoi contributi), sollevava delle ottime osservazioni a proposito del traffico e della capacità da parte di alcune compagnie di aumentare le proprie performance in termini di load factor:

[…omissis…]
Lungi dal difendere Alitalia (in passato l’ho piu’ volte, anche su questo blog, aspramente criticata) secondo me il problema dell’aumentare il load factor premium dipende dale rotte si, ma solo fino ad un certo punto.
Come mai le compagnie aeree spagnole faticano tanto sulla business come le italiane e come mai le inglesi e tedesche no? siamo sicuri che sia solo per l’incompetenza nello sciegliere un network profittevole?
Per me il problema e’ un po’ piu’ complesso e non tocca solo qualita’ del servizio e delle rotte ma anche e soprattutto l’economia del paese. Probabilmente non cé abbastanza domanda, o almeno non e’ forte e costante.
Il numero di business traveler che viaggiano da/per l’Italia siamo sicuri che sia tanto numeroso da fornire una domanda robusta e costante? Secondo me no e per questo Alitalia (cosiccome Iberia) non hanno tutte le colpe del “premium flop”.

Concordo che il traffico premium non sia distribuito uniformemente sul territorio ed è certamente vero che alcune compagnie sono più facilitate.

Essere basati nei centri finanziari economici europei, quali Parigi o Londra, porta intrinsecamente uno zoccolo duro di traffico premium non indifferente. Il traffico “istituzionale”, quello delle grandi società e quello finanziario sono un punto di partenza eccellente per riempire in modo redditizio un aeromobile.

Tuttavia vi sono ampi esempi di aeroporti internazionali con enorme traffico e dalla sostanziosa quota di pax premium, che pure non sono ubicati in prossimità dei centri finanziari: al riguardo penso a Francoforte (centro che è divenuto finanziariamente importante soltanto come conseguenza!), ma anche a Amsterdam e a Monaco di baviera (si noti – per inciso – che il traffico premium bavarese è proporzionalmente superiore a quello di Francoforte).

Quali sono i fattori che generano una simile situazione?

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Finnair Lounge in Helsinki

Finnair è fin dalla prima volta entrata subito nel mio cuore e sino ad ora posso dire che l’amore è continuato nel tempo: una compagnia da un lato un po’ di nicchia ma con un servizio che personalmente a me piace davvero molto.

Dopo l’eliminazione della “sauna – santuario” non ero più stato nelle loro lounge, sino ad oggi.

La lounge è ubicata in prossimità del gate 34 e non c’è dubbio che lo stile si quello nordico che più nordico non si può!

Finnair Lounge @ Helsinki – Entrance

Finnair Lounge @ Helsinki – Detail

La sezione per i membri oneworld emerald è ubicata sulla sinistra e gli spazi al suo interno sono sapientemente divisi tra una zona pranzo, comprensiva di un buffet (e relativo staff di supporto), un’area soggiorno per lavorare ed un’area per riposarsi in prossimità delle vetrate sul tarmac.

La cifra comune della lounge sono i colori chiari, l’uso del bianco e degli effetti luce che donano un’aura di freschezza a tutti gli ambienti.

Finnair Lounge @ Helsinki – Relax Area

Finnair Lounge @ Helsinki – Living Area

Finnair Lounge @ Helsinki – Dining Area

Finnair Lounge @ Helsinki – Sitting Area

Eccellente la connessione wi-fi in tutte le aree e menzione speciale per la food & Drink Station: il bancone non è arrabattato ma elegantemente predisposto e lo staff è pronto e super disponibile: la selezione di piatti caldi per il vero non è particolarmente ampia ma – in compenso – il pesce disponibile è vario ed eccellente.

Spiccano la crema del pescatore (a base di granchio), il salmone fresco e i gamberetti, unitamente a una vasta selezione di altre pietanze e dolci! Decisamente ottima.

Finnair Lounge @ Helsinki – Food and Drink Station

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Finnair proporrà Tablet come IFE a bordo dei suoi A321

E’ proprio ufficiale: dal tradizionale InFlight Entertainment incorporato nella dotazione di bordo, Finnair passerà all’utilizzo dei tablet, almeno stando a quanto riportato in quest’articolo

La ragione? sempre la stessa, ossia ridurre i costi che in questo caso si chiamano “peso del velivolo”: è un fatto che sia i vecchi sia i più recenti sistemi IFE tradizionali abbiano un forte impatto sul peso dell’aeromobile e conseguentemente sugli ingenti consumi dello stesso.

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Perchè Squinzi ha ragione su Alitalia

Generalmente, pur avendo una posizione assai marcata sull’affaire Alitalia, su questo blog mi sono sempre trattenuto per non divenire oltranzista e anche per evitare che la “si butti in caciara” come avviene in moltissimi forum o blog italiani.

Oggi, a seguito di una chiacchierata assieme a Mach81, ho deciso di commentare le parole che G. Squinzi – il presidente di Confindustria – ha dichiarato a proposito della compagnia di bandiera, Alitalia:

“Oggi per avere una compagnia globale forse l’Italia è un Paese un pò piccolo e il trasporto aereo sta soffrendo in tutto il mondo. Se si può mettere mano a un progetto di medio e lungo termine, strategico per il Paese, sono a favore”

Sebbene molti ne contestino il contenuto mi trovo fortemente d’accordo e non perchè sia antiitaliano o perchè ce l’abbia con l’Alitalia: è un discorso che prescinde la stessa.

Bisogna arrendersi all’evidenza dei fatti: l’Italia è un paese piccolo, con una distribuzione della popolazione inadatta a una compagnia globale, con più di un fulcro, infelicemente posizionata sul continente europeo, fortemente in ritardo sulla media europea.

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Finnair e lo stile Marimekko

Chi ha sempre segnato un aereo tutto fiori ora è accontentato.A realizzarlo è infatti la Finnari, in collaborazione con la Marimekko, marchio di tessuti e abiti finlandese noto per grafismi ipercolorati e ludici.

Marimekko ha infatti ideato una collezione specifica di tipo globale per Finnair, che va dalle livree esterne dei velivoli fino ai dettagli di bordo, quali tovagliette e piatti, il tutto per aggiungere una ventata di leggerezza e fresca dimensione tattile e visiva all’esperienza di volo.

Marimekko for Finnair (foto da: http://design.repubblica.it)

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New Business Class Austrian

Proprio l’altra sera parlavo con una FlyerZ lettrice di Austrian ed entrambi concordavamo che si tratta di una compagnia graziosa e assolutamente da non scartare, sebbene il prodotto di bordo (in termini hardware) fosse un pochetto sorpassato.
E negli ultimi giorni Austrian ha svelato i suoi progetti per la nuova business class, un prodotto che già di primo acchito appare di tutto rispetto.

*NEW* Austrian Airlines Business Class product
(foto da http://businessclass.austrian.com/ )
*NEW* Austrian Airlines Business Class product
(foto da http://businessclass.austrian.com/ )

La nuova business class di Austrian verrà installata su tutta la flotta di 10 aeromobili di lungo raggio a partire dal prossimo mese di novembre. Se non dovessero esserci intoppi, l’intera operazione di refurbishing si completerà entro aprile 2013.

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